Un cerotto per applicare il vaccino

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Sarebbe bello se i vaccini potessero essere somministrati senza l’uso di aghi, ed è per questo motivo che tante sono le ricerche per trovare un’alternativa al tradizionale metodo con aghi e siringhe.
Quello di recente sperimentato sui topi, una sorta di cerotto che contiene microaghi, sembra essere efficace ed ottenere un certo successo in fase sperimentale.
Si tratta di un supporto per una serie di microaghi lunghi meno di un millimetro, che una volta applicati si dissolvono nella pelle: grazie alle loro ridottissime dimensioni non provocano l’afflusso di sangue né il dolore tradizionalmente sopportato durante un’iniezione.

Inquinamento fattore di rischio di attacchi cardiaci

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L’esposizione a livelli elevati di inquinamento provocati dal traffico per le persone con malattie cardiache o polmonari è associato ad una ridotta variabilità della frequenza cardiaca (HRV), un fattore di rischio riconosciuto per le morti cardiache improvvise.
Lo rileva uno studio che ha incluso 30 residenti nell’area di Atlanta e che presentavano malattie polmonari come la broncopneumopatia cronica ostruttiva) o malattie cardiache o precedenti casi di infarto.
I ricercatori della Harvard School of Public Health non avrebbero trovato un legame tra la variabilità della frequenza cardiaca ed i livelli di inquinamento ambientale nel territorio in cui i pazienti abitano.

Più a rischio di ictus entro un’ora dall’aver bevuto alcoolici

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Notizie preoccupanti per i bevitori provengono da uno studio pubblicato on-line su Journal of American Heart Association: il rischio di ictus sembra raddoppiare nell’ora successiva al consumo di alcoolici.
Lo studio ha infatti verificato, dopo aver intervistato 390 pazienti con ictus ischemico sui loro standard di consumo di alcoolici entro i primi tre giorni dopo un attacco, che il rischio di ictus ischemico è di 2,3 volte superiore nell’ora successiva all’assunzione di alcoolici rispetto a quanto lo è nei periodi in cui non si beve.

Mancanza di un’abilità sociale alla base del bullismo

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Giovani e ragazzi che mancano di una capacità sociale molto importante che in inglese viene identificata con il termine “problem solving” sono più a rischio di diventare bulli o di essere vittime del bullismo.
Lo rivela uno studio di ricercatori statunitensi che hanno esaminato 153 studi realizzati negli ultimi 30 anni.
Un bullo tipico, commentano i ricercatori della Louisiana State University, ha problemi nel risolvere i problemi con gli altri e spesso ha anche problemi didattici.

Troppa TV tra i bambini piccoli

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Uno studio condotto in Oregon su bambini di due anni di età rivela come il 20% dei bambini guarda la TV più delle due ore raccomandate dalle autorità sanitarie.
E ciò, oltre ad avere un profondo impatto sullo sviluppo intellettivo e cognitivo del bambino, secondo gli autori è anche associabile ad un rischio maggiore di obesità e di problemi come il deficit di attenzione ed iperattività (ADHD).
I risultati della ricerca, sebbene condotti in un singolo stato americano, secondo gli autori sono generalizzabili anche al resto della nazione, e probabilmente anche alle altre nazioni occidentali.
Negli Usa le autorità sanitarie nazionali, come l’American Academy of Pediatrics raccomandano che il tempo che il bambino a quell’età può trascorrere davanti alla TV non sia superiore alle due ore giornaliere, e solo su programmi di qualità.

Sperimentazione genetica per la lotta alla malaria

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Scienziati statunitensi sono riusciti a realizzare, grazie all’ingegneria genetica, una zanzara portatrice di malaria resistente al parassita che provoca la temibile malattia nell’uomo.
I ricercatori, provenienti dall’Università dell’Arizona, hanno introdotto un gene che va ad insediarsi nell’intestino dell’insetto, in modo tale da impedire al parassita di svilupparsi.
E, come riferiscono nello studio di recente pubblicato su PLoS Pathogens, tale meccanismo genetico riduce anche la durata della vita media degli insetti.

Ridurre il peso attenua i sintomi della menopausa

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L’aumento di peso, sia prima che durante la menopausa, può essere uno dei motivi di inasprimento dei sintomi di questa, in particolare delle vampate di calore.
Perdere qualche chilo potrebbe contribuire ad alleviare la gravità e la frequenza di queste, secondo quanto riporta un nuovo studio pubblicato su Archives of Internal Medicine.
Uno studio durato sei mesi su un campione di 338 donne sovrappeso ed obese disturbate, almeno in maniera moderata, da questi tipici sintomi della menopausa.
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