Dieta ed esercizio fisico migliorano le facoltà cognitive

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Mens sana in corpore sano”: un detto antico che continua, sembra, ad essere assolutamente valido. Ed una recente ricerca condotta negli Stati Uniti, realizzata da un team di ricercatori della Duke University, non fa che confermarlo: dieta ed esercizio fisico aiutano a migliorare le funzioni cognitive.
Sulla rivista Hypertension compare questa piccola ricerca su 124 uomini e donne con pressione alta ed una media di almeno 7 chili sopra la media, suddivisi in tre differenti gruppi e sottoposti a diete ed esercizio fisico differente. Si voleva scoprire quale effetto avessero sulla pressione alta esercizio fisico e dieta mirata, in particolare su un campione di individui che già presentavano una pressione sanguigna già moderatamente elevata.
A margine i ricercatori hanno voluto testare risultati di precedenti ricerche che suggerivano che dieta ed esercizio fisico hanno un effetto anche dal punto di vista cognitivo.

Buona salute e sesso

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Una recente ricerca realizzata da ricercatori americani dell’Università di Chicago offre un nuovo, interessante incentivo a prestare attenzione al proprio stile di vita ed a mantenere uno stretto controllo sulla propria salute fisica. Secondo quanto appurato dai ricercatori infatti, le persone con una vita sana, oltre a preservarsi da malattie ed invecchiamento, hanno anche una migliore attività sessuale.

Uno scopo nella vita riduce il rischio di Alzheimer

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Avere una vita piena di attività, un ottimismo di fondo ed uno scopo nella vita sono tutti fattori che, secondo una recente ricerca, diminuiscono il rischio di demenza senile, decadimento cognitivo e morbo di Alzheimer.

L’invecchiamento medio della popolazione ha fatto si che sia diventata molto più comune di un tempo la diagnosi di demenza senile ed Alzheimer, e per questa ragione sono molti gli studi che la comunità scientifica internazionale ha promosso per valutare quali sono le cause della malattia, quali i fattori di rischio e quali le possibili terapie preventive e terapeutiche.
Si è sviluppato anche, in parallelo, un grande interesse per i fattori non strettamente legati alla biologia ma psico-sociali, che potrebbero giocare anche essi un ruolo determinante nello sviluppo della demenza senile.

Videogiochi e violenza, un dibattito acceso

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Videogiochi e violenza, un dibattito che ancora oggi appassiona studiosi e ricercatori, e che continua a dare risultati discordanti, come rivela un recente articolo apparso su USA Today.
Una recente ricerca statistica su circa 130 precedenti studi ha evidenziato un legame tra i videogiochi e lo sviluppo di pensieri ed atteggiamenti aggressivi negli adolescenti, oltre che diminuire l’empatia, e ciò a prescindere da altri fattori come sesso, età, ed ambiente culturale.
Lo studio, pubblicato dal Dott. Craig Anderson del Center for the Study of Violence presso la Iowa State University è il frutto di un’analisi statistica su precedenti ricerche che hanno coinvolto in totale un campione di più di 130.000 giocatori nella fascia di età corrispondente al primo ciclo di studi della scuola elementare, in USA, Europa e Giappone.

Sonnellino pomeridiano migliora le facoltà mnemoniche

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Sembra che la siesta pomeridiana sia di grande aiuto a recuperare le proprie funzioni mentali.
Lo rivelano ricercatori statunitensi dell’Università di Berkeley in California, che hanno recentemente condotto uno studio sulle proprietà di rigenerazione del cervello costituite dalla “pennichella” pomeridiana.
Risultati per ora solo preliminari, ma che offrono interessanti informazioni su come il sonno sia di grande aiuto nel rendere il cervello più funzionale e pronto ad elaborare le informazioni ed a memorizzarle.

Volontariato: benefico per la mente

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Una recente ricerca condotta in Germania ha riscontrato che coloro che fanno del volontariato non solo migliorano le prestazioni anche nel posto di lavoro, ma ottengono benefici anche per il proprio benessere mentale.
La ricerca si è basata sull’esame dei questionari somministrati ad un gruppo di 105 persone che, oltre ad avere un lavoro regolare erano impegnate in attività di volontariato per almeno 6,7 ore alla settimana, indifferentemente dal tipo, che poteva spaziare dalla partecipazione ad attività nella propria chiesa locale al prestare servizio volontario nei vigili del fuoco.

Immagini di altruismo stimolano comportamenti pro-sociali

altruismo

Vedere qualcun altro fare una buona azione sembra stimolare le persone a comportarsi in modo altrettanto virtuoso ed altruista. Lo sostiene una ricerca realizzata da scienziati dell’Association for Psychological Science, che hanno pubblicato di recente i risultati dell’esperimento sulla rivista Psychological Science.
Per realizzare l’esperimento i ricercatori hanno reclutato un gruppo di volontari i quali sono stati divisi in due gruppi, uno che è stato invitato a guardare un documentario sulla natura, l’altro che invece ha guardato un videoclip tratto da un celebre talk show statunitense, “The Oprah Winfrey Show”, una trasmissione molto seguita negli Stati Uniti che tratta di problemi sociali. In particolare era stata scelto uno spezzone della trasmissione che stimolava in maniera evidente sentimenti di altruismo e di generosità: un gruppo di musicisti che ringraziavano coloro che li avevano aiutati nella loro vocazione artistica e nel loro percorso.
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