Sclerosi multipla intensifica il suo sviluppo durante le stagioni calde

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La gravità della sclerosi multipla può variare a seconda delle stagioni, suggerisce un nuovo studio di ricercatori statunitensi.
La sperimentazione, realizzata presso il Brigham and Women’s Hospital di Boston ha infatti dimostrato, grazie all’uso della risonanza magnetica, che vi sono più alti livelli di attività del disturbo durante i mesi primaverili ed estivi.
Anche se il motivo di ciò non è chiaro, secondo i ricercatori quanto osservato potrà essere utile in futuro per la sperimentazione dell’efficacia di nuovi farmaci, che potrebbero essere testati nella loro validità considerando anche questa variabile, finora non presa in considerazione.

Cannabis allevia i sintomi del dolore cronico

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Fumare la cannabis può contribuire a ridurre significativamente il dolore nei pazienti affetti da alcuni tipi di malattie croniche, come riporta BBCNews riferendosi ad una recente ricerca svolta in Canada presso la MCGill University di Montreal e di recente apparsa sulla rivista medica Canadian Medical Association Journal. Sebbene lo studio sia di dimensioni alquanto ridotte, perchè si è sperimentato l’effetto della cannabis solo su 23 pazienti affetti da dolore neuropatico cronico, i risultati sembrano aprire una nuova strada all’utilizzo del principio attivo della cannabis ad uso terapeutico.

Geni del sistema immunitario coinvolti nel morbo di Parkinson

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Secondo recenti studi di ricercatori statunitensi il sistema immunitario potrebbe avere un ruolo chiave nello sviluppo del morbo di Parkinson.
Una recente ricerca durata circa 20 anni su un campione di 4000 persone, la metà dei quali affetta da morbo di Parkinson ha rilevato una sensibile associazione tra il male ed alcuni geni che controllano il sistema immunitario.
I risultati, che stimolano la ricerca di nuovi target per futuri farmaci, sono apparsi di recente sulla rivista Nature Genetics.
La squadra di ricercatori non era specificamente alla ricerca di quali fattori genetici fossero una potenziale causa di questa malattia, lo spettro della loro ricerca era allargato anche a fattori clinici ed ambientali.

Sperimentata la rigenerazione dei nervi dopo lesioni al midollo spinale

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Aiutare le persone paralizzate a riacquistare una certa capacità di movimento è una sfida che da sempre ha stimolato la ricerca medica e scientifica, e una recente studio di ricercatori negli Stati Uniti ha aggiunto un ulteriore tassello al progresso in questo campo: gli scienziati infatti hanno affermato di essere riusciti con successo ad indurre la rigenerazione dei nervi in topi con gravi lesioni al midollo spinale.

Tre proteine possono predire l’insorgere dell’Alzheimer

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La presenza di tre proteine nel liquido cerebrospinale possono essere un marcatore importante della malattia di Alzheimer ancora prima che vi siano segni evidenti del male, oltre ad essere un preciso indicatore della rapidità nella progressione del morbo.
Sono i risultati di uno studio di recente pubblicato sulla rivista Archives of Neurology, che non fanno che confermare recenti raccomandazioni sul fatto di utilizzare questi biomarcatori come parte integrante della diagnosi clinica nelle persone che si sospetta possano essere colpite dall’Alzheimer.

In che modo lo stile di vita influisce sulla demenza senile?

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Secondo una nuova ricerca è possibile ridurre l’incidenza della demenza senile intervenendo sui tassi di diabete e depressione, migliorando il grado di istruzione e cambiando abitudini alimentari favorendo l’apporto di frutta e verdura.
Se la causa esatta per cui insorge la demenza è a tutt’oggi sconosciuta, sono tanti i fattori di rischio individuati, modificando i quali si riducono le probabilità di diventare affetti da questa condizione.
Tra questi si contano precedenti di depressione, il tipo di dieta, il consumo di alcolici ed alcuni disturbi vascolari come le malattie cardiache e gli ictus, la pressione alta, l’obesità, il diabete ed il colesterolo elevato nel sangue.
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