Concerti e lettori musicali, troppi decibel nocivi per l’udito

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Con la diffusione sempre più massiccia dei dispositivi portatili per ascoltare musica e la notoria passione dei giovani per i concerti, sta crescendo la preoccupazione tra genitori e specialisti sui possibili danni all’udito dall’esposizione ad un volume sonoro troppo alto. Le orecchie sono un organo delicato, ed è facile che abbiano un danno, talvolta permanente anche a distanza di anni, e molte volte irreversibile.
Secondo gli esperti della American Academy of Otolaryngology–Head and Neck Surgery i medici rivelano che sono sempre di più i giovani che si rivolgono a loro per problemi di udito.

Un osso creato in laboratorio da cellule staminali

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Utilizzando cellule staminali creare un osso umano in laboratorio. Una vera sfida per la scienza la medicina, che sembra aver fatto progressi notevoli in questa direzione, visto il recente successo ottenuto da ricercatori statunitensi della Columbia University che sono riusciti a creare una porzione di un osso mandibolare in laboratorio, utilizzando le cellule staminali dello stesso paziente.
Uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences illustra il processo grazie al quale ciò è stato reso possibile.

Terapia cognitivo-comportamentale mirata la migliore delle psicoterapie per trattare la bulimia

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Una specifica forma di talk therapy risulta particolarmente efficace e rapida nell’aiutare le persone con disturbi bulimici a controllare e bloccare i loro comportamenti non salutari.
Questo il risultato di una ricerca che ha messo a confronto diverse discipline di psico-terapia per combattere la bulimia, rilevando che la terapia cognitivo-comportamentale è quella che offre i risultati migliori.
I ricercatori, provenienti dalla University of Western Sydney in Australia hanno pubblicato i loro risultati sul Cochrane Database of Systematic Reviews, una pubblicazione a cura della Cochrane Collaboration, un’organizzazione internazionale che si occupa di valutare i lavori e le scoperte della ricerca medica.

L’esercizio fisico durante l’allattamento rinforza la densità ossea

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Per le mamme che allattano al seno è consigliabile un esercizio fisico mirato, che sia efficace nell’attivare ed incentivare le attività cardiovascolari e la forza fisica.
Questo perchè si contrasta la normale perdita di densità ossea dovuta ai bassi livelli di calcio nell’organismo, e si riduce, in vecchiaia, il rischio di osteoporosi.
Lo studio che riporta tali considerazioni è stato recentemente pubblicato sulla rivista Medicine Science in Sports & Exercises ed è stato realizzato da ricercatori dell’American College of Sports Medicine, che hanno studiato la densità ossea di 20 donne tra la quarta e la ventesima settimana dopo il parto.

Trovato il legame tra celiachia ed osteoporosi

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Le persone affette da celiachia possono essere più sensibili all’osteoporosi perché il sistema immunitario attacca il loro tessuto osseo. Questa l’inedita scoperta di un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Genetica e Medicina Molecolare dell’Università di Edimburgo, pubblicata in uno studio sull’ultimo numero della rivista New England Journal of Medicine.
L’osteoporosi è uno delle conseguenze riconosciute della celiachia, e fino ad oggi si pensava che il motivo di ciò fosse la scarsa capacità dell’organismo di assorbire e sintetizzare il calcio e la vitamina D.

Cellule epatiche dalle cellule della pelle

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Scienziati del Medical College of Wisconsin sono riusciti a produrre con successo cellule epatiche attraverso l’utilizzo di cellule della pelle degli stessi pazienti.
E’ una scoperta che potenzialmente apre la strada a futuri trattamenti terapeutici per curare una vasta gamma di malattie che colpiscono il fegato.
Lo studio, che è stato pubblicato sulla rivista Hepatology, illustra la procedura con la quale i ricercatori statunitensi sono arrivati ad ottenere questo risultato.

Sintomi colera

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Il colera è un’infezione batterica che, almeno nei paesi sviluppati si verifica sempre più di rado, ma che è ancora presente, in forma epidemica, in molte parti del mondo.
Si tratta di una malattia causata da un batterio, il Vibrio Cholerae.
Si diffonde tramite le feci della persona che ne è affetta, che possono andare a contaminare le acque dei fiumi e del mare, soprattutto in quelle aree dove non c’è un adeguato trattamento delle acque di scarico e di quelle potabili.
Il batterio ha anche la capacità di diffondersi nelle acque di mari e fiumi, e talvolta può essere assorbito dai frutti di mare e dai pesci, che, mangiati crudi, sono uno degli alimenti più a rischio per contrarre l’infezione.
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