Integratori alimentari, agli italiani piacciono

integratori1

Se fino a qualche anno fa poteva sembrare una moda passeggera, quella degli integratori alimentari oggi sembra essere una scelta convinta e informata. Oltre un terzo degli italiani integra la sua alimentazione regolarmente e otto italiani su dieci dichiarano di osservare una dieta equilibrata e sana.

E’ quanto emerge da una recente ricerca che ha coinvolto 1.084 persone tra i 25 e i 64 anni, affidata ad Astra Ricerche dall’Associazione italiana industrie alimentari. La differenza tra i risultati di questa ricerca e i dati che furono rilevati nella precedente del 2006, sono molto significativi: il numero dei consumatori di integratori alimentari, anche se solo sporadici, è raddoppiato ma è anche salita la qualità dell’informazione a riguardo.

Trigliceridi

hamburger1

I trigliceridi sono la forma chimica dei grassi presenti nel corpo e negli alimenti.
Sono presenti anche nel sangue, e, in associazione con i livelli di colesterolo formano quelli che vengono definiti lipidi plasmatici.
I trigliceridi nel plasma si formano sia con la specifica dieta seguita sia come elaborazione dei carboidrati. Le calorie assimilate durante un pasto, e non utilizzate direttamente dai tessuti vengono infatti trasformate in trigliceridi e immagazzinati nelle cellule adipose dell’organismo.
Saranno gli ormoni a regolare e determinare come l’organismo in seguito utilizzerà il tessuto adiposo come fonte di energia per il corpo.

Depressione post-parto anche per i padri?

famiglia

I nuovi padri potrebbero essere, al pari delle madri, affetti da depressione post-parto, anche se in generale tale aspetto viene preso poco in considerazione, o viene del tutto trascurato.
Secondo una ricerca, apparsa di recente sulla rivista Journal of American Medical Association, sarebbero uno su 10, una percentuale che risulta sicuramente inferiore a quanto accade per le donne ma sicuramente di più di quello che fino ad oggi si pensava.

Depressione post parto

gravidanza4

Triste o depressa, irritabile o sempre in lotta con chi è intorno, con difficoltà di legarsi al proprio bimbo. O ancora sentire panico ed ansia, avere problemi a mangiare o a dormire, sentirsi incapace di gestire una situazione, rimpianti per essere diventata madre o paura di far del male al bambino. Questi ed altri ancora sono i sintomi più evidente di uno stato di ansia che i medici indicano genericamente sotto il nome di depressione post parto.

Problemi mentali da bambini compromettono la qualità della vita da adulti

depressa

Coloro che da bambini o da adolescenti soffrono di disturbi psicologici come la depressione o abusano di sostanze sono destinati in buona percentuale ad avere da adulti una vita più difficile e ricca di problemi.
Chi da giovane soffre di problemi di salute mentale risulta inoltre avere meno probabilità di sposarsi e di riuscire a massimizzare le proprie opportunità nello studio come nel lavoro, ed hanno un’aspettativa di vita ridotta di almeno il 20%.
E’ questo quanto da uno studio realizzato dalla Rand Corp., un’organizzazione no-profit, recentemente apparso sulla rivista Social Science & Medicine.

Michelle Obama stimola le industrie alimentari a lottare contro l’obesità

bimbo2

Quando la First Lady statunitense Michelle Obama ha deciso, alcuni mesi fa, di scendere in campo per combattere l’obesità infantile, un fenomeno che negli Stati Uniti ha le caratteristiche di una vera e propria piaga sociale, si era pensato che le industrie alimentari avrebbero fatto in qualche modo la loro parte, anche se non si sapeva ancora in che modo.
In questi giorni la signora Obama ha annunciato che l’impegno di grandi aziende come Kraft, PepsiCo e Kellogg è una realtà di fatto, dato che questi hanno dichiarato la volontà di tagliare nei loro prodotti 1.500 milioni di calorie nel corso dei prossimi 5 anni.

Curare l’asma via web

internet

Migliorare il controllo dei sintomi dell’asma grazie ad Internet, è questo il tentativo riuscito di un gruppo di ricercatori olandesi dell’Università di Amsterdam.
Un esperimento condotto coinvolgendo 89 pazienti affetti da una forma di asma particolarmente grave, i quali, divisi in due gruppi, sono stati seguiti per sei mesi con due diverse modalità di trattamento terapeutico.
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.