Empatia in calo tra i giovani

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Tre decenni di ricerche e diversi studi presi in considerazione per verificare quanto i giovani di oggi siano molto meno empatici che in passato.
Un calo che, almeno negli Stati Uniti, dove è stata condotta la ricerca esaminando una grande mole di dati ricavati da 72 studi precedenti, risulta essere più alto del 40%.
In definitiva, i ragazzi di oggi, rispetto ai giovani degli anni ’70-’80, prendendo in considerazione la fascia degli studenti universitari, risultano avere una minor capacità empatica, che si traduce nel fatto che fanno minori sforzi per capire e sostenere i propri coetanei, hanno minor simpatia o tenerezza per loro e sono meno sensibili per chi, intorno a loro, risulta essere meno fortunato o più in difficoltà.

Lavarsi i denti protegge il cuore

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Un legame tra la frequenza con cui ci si lava i denti e il rischio di problemi al cuore? Sembra di si, o almeno così suggerisce un recente studio effettuato in Scozia, per il quale i ricercatori hanno rivisto una serie di studi realizzati in precedenza sulla possibile relazione esistente tra una buona igiene orale ed il rischio di malattie cardiache.
E’ noto che i processi infiammatori nell’organismo hanno un ruolo di notevole importanza nella formazione delle placche arteriose, che provocano la chiusura delle arterie e quindi l’attacco di cuore, dunque anche le infezioni di bocca e gengive sono da prendere in considerazione.

Cocktail di farmaci riduce il rischio di trasmettere il virus HIV

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In uno studio apparso di recente sulla rivista The Lancet viene rilevato come utilizzare cocktail di farmaci mirati può essere un ottimo modo per controllare il diffondersi dell’HIV soprattutto tra i partner.
Utilizzando il cocktail di farmaci si avrebbe una riduzione del rischio di trasmissione del contagio del 92%.
Dunque la cosiddetta terapia antiretrovirale a base di farmaci potrebbe essere davvero utilizzata come strumento di prevenzione efficace, oltre che come trattamento terapeutico.

Nuove conferme del legame tra lettini abbronzanti e melanoma

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Crescono sempre di più le prove di una forte associazione tra melanoma e lettini abbronzanti. Secondo una recente ricerca statistica su 2.268 pazienti pubblicata sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention c’è un 74% di probabilità maggiore di contrarre il temibile e mortale tumore alla pelle per chi si sottopone a sedute di abbronzatura artificiale.

Coloro che hanno utilizzato i lettini abbronzanti per più di 10 anni hanno il doppio di probabilità di contrarre il melanoma rispetto a chi non li ha mai usati, ribadiscono i ricercatori della School of Medicine della Brown University.

Il traffico aumenta il rischio di diabete

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Si sa già che l’inquinamento atmosferico provocato dal traffico aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, ed un recente studio tedesco ha appurato che può anche aumentare, nelle donne, il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.
Pubblicato online di recente su Environmental Health Perspectives lo studio comprendeva donne tedesche che vivono in aree industriali fortemente inquinate ed altre in regioni rurali con meno inquinamento. I ricercatori hanno analizzato 1.775 donne di età compresa tra 54 e 55 anni al momento dello studio, iniziato nel 1985. Tra il 1990 ed il 2006 187 donne hanno sviluppato il diabete di tipo 2, che spesso insorge nella mezza età.

Internet: sull’autismo non è una fonte di informazione affidabile

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Con la diffusione di Internet è normale che in molti si rivolgano alla rete per avere informazioni riguardo a trattamenti terapeutici per diverse tipi di disturbi e malattie.
Un recente studio statunitense, presentato di recente al meeting internazionale dell’organizzazione Autism Research, ha voluto verificare se i siti disponibili in rete per quanto riguarda l’autismo fossero in grado di dare risposte valide ed adeguate alla sete di sapere di genitori con figli autistici.
Uno studio del 1999 aveva rilevato come già allora fossero presenti in rete circa 100.000 siti dedicati all’autismo, ed oggi tale numero, sui tre dei principali motori di ricerca utilizzati è aumentato fino a dare 17,4 milioni di risultati.

Un beneficio per il neonato ritardare il taglio del cordone ombelicale

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Al momento del parto la madre dovrebbe chiedere all’ostetrica di evitare di operare subito al blocco ed al taglio del cordone ombelicale.
E’ quanto suggerisce un nuovo studio pubblicato di recente su Journal of Cellular and Molecular Medicine. Secondo gli autori, del Center of Excellence for Aging and Brain Repair presso l’Università del South Florida, il taglio immediato del cordone ombelicale, interrompendo il flusso di sangue tra madre e bambino impedisce che in quei minuti preziosi avvenga un ulteriore passaggio di sangue dal corpo della madre a quello del nascituro.
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