Bere acqua favorisce la perdita di peso

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L’acqua potabile può aiutare nelle diete: se bevuta prima del pasto offre un senso di sazietà che riduce l’appetivo.
E’ quanto sostengono ricercatori provenienti dal Department of Human Nutrition, Foods and Exercise presso la Virginia Tech, un’importante scuola universitaria statunitense, che hanno verificato sperimentalmente tale effetto dell’acqua su un campione di volontari, sovrappeso o obesi, sottoposti ad una dieta a basso contenuto di grassi ed ipocalorica. I volontari sono stati suddivisi in due gruppi, con la differenza che in uno di questi i volontari bevessero 2 bicchieri di acqua naturale prima di ogni pasto.

Il tè in bottiglia è carente delle sostanze benefiche tipiche della bevanda

tè

Non sempre nelle bottiglie di tè confezionato si possono trovare quelle sostanze benefiche tipiche della bevanda. Molto spesso queste, se comunque sono presenti, lo sono in maniera molto scarsa, come ha dimostrato un recente studio presentato di recente nel corso del meeting annuale della American Chemical Society.

Le sostanze che sono state cercate nei tè in bottiglia sono i polifenoli, composti chimici dal forte potere antiossidante che altri studi hanno indicato come efficaci nel proteggere i tessuti, riducendo il cosiddetto stress ossidativo ed i danni alle cellule che questo comporta, che sul lungo periodo possono provocare fenomeni infiammatori, malattie cardiache e l’insorgere di tumori.

Antico farmaco cinese riduce gli effetti collaterali della chemioterapia

farmacia cinese

Alcuni tipi di chemioterapia possono avere effetti collaterali talvolta anche molto gravi e difficili da sostenere, con sintomi violenti come vomito, diarrea e nausee.
Di recente gli scienziati stanno sperimentando quali possano essere farmaci ed altre sostanze in grado di stemperare i danni collaterali della chemioterapia, magari aumentandone l’efficacia terapeutica. L’attenzione di alcuni studiosi della Yale University si è incentrata in questo ultimo periodo su un farmaco proveniente dalla medicina tradizionale cinese, denominato Huang Tang Quin, che da 1800 anni viene usato in quel paese per il trattamento di disturbi allo stomaco ed intestinali.

Sperimentazione su un farmaco promettente per combattere ebola

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Un farmaco per curare il virus Ebola potrebbe essere presto realizzato: le autorità statunitensi approveranno in questi giorni la sperimentazione sugli esseri umani di un farmaco che ha avuto successo su alcuni primati.
Il virus ebola è mortale nel 90% dei casi quando si tratta di umani, mentre per le scimmie è sempre mortale. Dal 1976 ad oggi sono stati contati circa 1200 casi di decessi causati da ebola.

Test su marcatori genetici che predicono la TBC

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La tubercolosi è un male che colpisce ancora milioni di persone ogni anno, e la lotta contro questa malattia impegna ogni giorno migliaia di scienziati e ricercatori. Uno degli obiettivi più importanti è quello di realizzare test che possano predire la tubercolosi che siano facili da applicare ed economici.
Di recente un’equipe di ricercatori internazionali è riuscita a predisporre un test basato sull’esame del DNA nel sangue. Una sorta di impronta digitale nel DNA che permetterebbe di identificare quali portatori del bacillo della tubercolosi potrebbero un giorno essere colpiti dalla malattia conclamata e diffondere l’infezione.

Una sola sigaretta è già nociva per l’organismo

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Fumare un pacchetto e più di sigarette al giorno è sicuramente dannoso per i polmoni. Ma qual’è dunque il numero di sigarette giornaliere che si possono fumare senza provocare danni all’apparato respiratorio ed ai polmoni?
La risposta, secondo una recente ricerca realizzata presso il Weill Cornell Medical College presso l’Università di New York è chiara: nessuna.
I ricercatori hanno reclutato per lo studio 121 volontari sani, i quali sono stati sottoposti all’esame delle urine ed alla broncoscopia, una procedura che prevede il prelievo di tessuto cellulare nel rivestimento delle vie aeree, la prima area a venire a contatto con il fumo.

Cyberbullismo, un fenomeno in crescita

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Gli esperti cominciano a manifestare sempre più preoccupazione per un fenomeno nuovo sviluppatosi nell’era della comunicazione telematica, il cyberbullismo.
Un recente articolo apparso su HealthFinder rivela come recenti ricerche condotte negli Stati Uniti suggeriscono come almeno il 25% dei bambini di età scolare sono soggetti a questa forma di bullismo che corre attraverso i protocolli di comunicazione telematici, e-mail ed SMS, messaggeria istantanea e social network, sia attraverso il pc che attraverso i telefonini.
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