
Una ricerca effettuata dall’Università di Otago a Christchurch (UOC), in Nuova Zelanda, ha scoperto che mangiare due kiwi al giorno fa bene sia all’umore che alla salute, inoltre fornisce una grande energia.

Una ricerca effettuata dall’Università di Otago a Christchurch (UOC), in Nuova Zelanda, ha scoperto che mangiare due kiwi al giorno fa bene sia all’umore che alla salute, inoltre fornisce una grande energia.

Un editoriale pubblicato da Science richiede ufficialmente che l’indice di massa corporea venga mandato in pensione, dal momento che non è sempre indicatore del reale stato di salute di un individuo.

È stato creato un anticoporo artificiale “jolly”, che riesce ad aggredire virus comuni e all’origine di malattie respiratorie diffuse, come il comune raffreddore, brochiolite che colpisce i neonati e anche l’asma.

Uno studio portato avanti da un team di ricercatori del Moffitt Cancer Center, ha scoperto che potrebbe arrivare da un comune colorante solubile in acqua, il Rosa Bengala (usato per evidenziare le alterazioni organiche dell’apparato visivo), la cura per il melanoma.

Il funzionamento della tiroide è indispensabile per un corretto metabolismo dell’individuo, tuttavia è ancora più importante durante il periodo della gravidanza: secondo uno studio condotto dai ricercatori del Nantz National Alzheimer Center, pubblicato sulla rivista “The Annals of Neurology“, le donne in stato di gravidanza con problemi alla tiroide hanno probabilità quasi quattro volte maggiori di dare alla luce un bambino affetto da autismo.

Secondo i risultati di un nuovo studio condotto dai ricercatori della Queen Mary University di Londra e la University College London (UCL), alcuni tipi di videogiochi sarebbero in grado di favorire le facoltà cerebrali, migliorare il pensiero strategico e l’agilità mentale.

Secondo un recente studio pubblicato su Circulation e condotto dai ricercatori svedesi del Karolinska Institutet di Stoccolma, assumere buone quantità di frutta andrebbe a diminuire il rischio di sviluppare l’aneurisma dell’aorta addominale, e il conseguente rischio di morte per emorragia.