Curare l’influenza stagionale 2011-2012

di Vito Verna

Come curare l'influenza stagionale 2011-2012.

Come abbiamo già avuto modo di vedere, l’influenza stagionale 2011-2012 sarà una delle influenze più blande che l’Italia abbia affrontato negli ultimi anni, totalmente differente dall’influenza aviaria o addirittura dall’influenza suina che hanno provocato migliaia di vittime in tutto il mondo.

Sapendo riconoscere tempestivamente, infatti, i sintomi dell’influenza stagionale 2011-2012 sarà possibile curarla semplicemente e velocemente e senza nemmeno ricorrere alle prescrizioni del proprio medico di famiglia.


La miglior cura per l’influenza, infatti, come consiglia la tradizione popolare, è il riposo a letto.

In aggiunta a ciò, per sedare la febbre così come i dolori ossei e muscolari tipici dell’influenza, si può integrare con del paracetamolo, antipiretico, antinfiammatorio e antidolorifico per eccellenza.

L’acido acetilsalico, sebbene rappresenti il migliore sostituto, sarebbe vivamente da sconsigliare al di sotto dei 16 anni di età e, comunque, da assumere sempre con moderazione a causa di effetti collaterali (tra i quali segnaliamo reazioni allergiche è capacità anticoagulanti) che possono essere anche molto gravi.

Questi due prodotti, acquistabili tranquillamente in qualunque farmacia giacché considerati farmaci da banco, sono sovente associati ad ulteriori sostanze le cui qualità e peculiarità sono considerate utili nella risoluzione dei più comuni stati influenzali.

L’acido acetilsalico, in particolare, è sovente accompagnato da vitamina C, che ne esalta le proprietà immunitarie, mentre il paracetamolo a antistaminici o decongestionanti.

Recentemente, invece, la pratica clinica ha introdotto l’associazione dei suddetti principi attivi con ibuprofene e pseudoefredina, combinazione vincente per decongestionare ed affrontare la generale sensazione di affaticamento e dolore.

Da sconsigliarsi, infine, l’uso dei decongestionanti nasali. Sebbene, infatti, siano di indubbia efficacia, non andrebbero assunti oltre il 5° giorno di malattia, giacché potrebbero creare dipendenza.

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