La caffeina nel caffè riduce la fibrosi epatica

caffè

La caffeina presente nel caffè riduce la gravità della fibrosi epatica nei pazienti con epatite C cronica.
Lo ha scoperto un nuovo studio realizzato dal National Institutes of Health che ha studiato gli effetti della sostanza su un campione di 117 pazienti, di età media di 51 anni, i quali sono stati seguiti per due anni e monitorati in base al consumo giornaliero di caffeina presente nel caffè ed in altre bevande.
La fibrosi epatica consiste nella cicatrizzazione dei tessuti del fegato, ed è il secondo stadio della malattia epatica, durante la quale le funzioni del fegato si riducono a causa dell’accumulo di tessuto connettivo.

Nel melograno una cura per il tumore al seno

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Il succo di melograno potrebbe essere un trattamento efficace per prevenire e combattere il tumore al seno.
Lo ha dimostrato un nuovo studio di laboratorio che ha rilevato come il succo di melograno, ricco di antiossidanti naturali, contiene acido ellagico di cui è nota la capacità di rallentare, prevenire e addirittura impedire la crescita delle cellule tumorali.
Più del 75 per cento dei casi di cancro al seno sono provocati dagli estrogeni, ed attualmente sono nel mondo circa 400.000 le donne vittime del cancro al seno.

In Romania una nuova tassa sul “junk food”

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Il governo in carica in Romania ha recentemente dibattuto se introdurre una tassa sul cosiddetto “junk food”, il cibo prodotto industrialmente costituiti da dolciumi, bevande gassate, merendine e cioccolate, e quello servito prevalentemente nei fast food, al fine di sostenere finanziariamente il sistema sanitario che attualmente versa in pessime condizioni, e, come ulteriore strumento per combattere l’obesità.

Secondo il ministro della Salute Attila Cseke, la tassa dovrebbe portare alle casse dello stato circa un miliardo di euro, il che risolverebbe in parte i problemi monetari della sanità pubblica in Romania, problemi cronici che rischiano di portare al collasso la nazione dal punto di vista del benessere della popolazione, dallo stato delle infrastrutture mediche alla possibilità di acquistare farmaci e medicine.

Scoperto un nuovo fattore scatenante della dipendenza da cocaina

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Nel cervello è stato identificato un meccanismo chiave che spiegherebbe i motivi per cui gli utilizzatori di cocaina ne diventano dipendenti. Gli scienziati del National Institute on Drug Abuse (NIDA), alle dirette dipendenze del governo degli Stati Uniti, hanno scoperto tale meccanismo in esperimenti realizzati su topi da laboratorio, e ciò potrebbe portare, in un futuro, allo studio di nuovi trattamenti nella cura della tossicodipendenza.

Onde eletromagnetiche combattono l’Alzheimer

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Nessuno lo avrebbe mai pensato: secondo un recente studio condotto all’Università della Florida, le onde elettromagnetiche contribuiscono a ritardare la demenza senile, ed a migliorare le condizioni del morbo di Alzheimer. E’ questo almeno il risultato ottenuto in una ricerca compiuta su topi da laboratorio, programmati per avere il disturbo, e sottoposti ade onde elettromagnetiche simili a quelle dei telefonini.

Lo studio dell’Alzheimer’s Disease Research Center è stato recentemente pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease.
96 i topi sui quali è stato effettuato l’esperimento, la maggior parte dei quali erano stati geneticamente modificati per sviluppare le placche beta-amiloidi nel cervello, un marker della malattia di Alzheimer. Altri topi invece erano sani.

Ansia e depressione, quali cure?

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Ansia e depressione sono due patologie distinte, ma che spesso si presentano insieme, la prima sovente ad anticipare la seconda. In genere infatti, le persone affette da depressione hanno anche disturbi d’ansia e viceversa. E’ molto comune, per una persona che soffre di ansia o depressione venir meno alle sue relazioni sociali.
Depressi ed ansiosi tendono infatti ad evitare le situazioni disagevoli non affrontandole o rifuggendole.
Ansia e depressione vengono diagnosticati in base ai fattori scatenanti: l’ansia si mostra come uno stato di costante preoccupazione, irritabilità ed un alto grado di inquietudine anche di fronte a situazioni tutto sommato banali.

Mandometer, perdere peso monitorando come si mangia

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Un dispositivo basato su una scala computerizzata che può aiutare gli adolescenti in sovrappeso a diminuire di peso mangiando più lentamente.
E’ questo il dispositivo sperimentato da ricercatori britannici, chiamato mandometer, inventato da scienziati dell’Istituto Karolinska di Stoccolma, in Svezia. Si tratta di un apparecchio, sul quale si appoggia il piatto, collegato ad un dispositivo elettronico che pesa il cibo e che valuta la velocità con cui si sta mangiando, comparandola nello stesso tempo con dati medi. Tale meccanismo dovrebbe insegnare alla persona in sovrappeso a rallentare la velocità nell’ingestione del cibo, che favorisce il senso di sazietà.
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