Valutare i livelli di colesterolo già da giovani

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Chi pensa che le malattie cardiache ed i problemi di colesterolo siano un affare della mezza età si sbaglia. Almeno secondo le recenti raccomandazioni degli esperti, come quelle espresse dal Dott. Anand Rohatgi, un cardiologo del programma di prevenzione in cardiologia presso l’UT Southwestern Medical Center.
Secondo il ricercatore, ed è anche il parere di altri esperti, uno screening del colesterolo, un indicatore chiave nello sviluppo di malattie cardiache, dovrebbe iniziare già ai 20 anni di età, e dovrebbe essere rivisto almeno una volta ogni 5 anni.

Meridia non adatta alle persone con problemi cardiaci

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Food and Drug Administration, il massimo organo di controllo nazionale statunitense sui prodotti farmaceutici ed alimentari ha recentemente dichiarato che Meridia, una pillola commercializzata per la perdita di peso, non non deve essere utilizzata da persone con problemi cardiaci, perchè può aumentare il rischio di infarto ed ictus.
La stessa agenzia ha dichiarato che l’azienda produttrice del farmaco, la Abbott Laboratories, è già stata avvisata di aggiungere il nuovo avviso in merito sull’etichetta del prodotto e sui materiali informativi di accompagnamento.

Videogiochi sviluppano le facoltà cognitive negli anziani

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Una recente ricerca ha scoperto che i videogiochi possono essere di grande aiuto nelle persone anziane per sviluppare alcune abilità, come quelle della memoria e della reattività, della velocità di elaborazione e dell’orientamento nello spazio.
Lo studio, elaborato da ricercatori della facoltà di neuroscienze e psicologia presso l’University of Illinois at Urbana-Champaign ha preso in considerazione un gruppo di anziani che negli ultimi due anni non aveva mai giocato a videogiochi, la metà dei quali sono stati invitati a giocare a Rise of Nations, un noto e diffuso gioco di strategia in tempo reale, per un periodo di 24 ore in totale nell’arco di 8 settimane.

Smettere di fumare e probabilità di sopravvivenza con tumore diagnosticato precocemente

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Smettere di fumare dopo la diagnosi di tumore al polmone, se questo è in fase iniziale, può raddoppiare le probabilità che il paziente viva ancora almeno cinque anni.
Secondo Norman Edelman, responsabile medico dell’associazione statunitense American Lung Association, i dati sono molto interessanti e significativi. E del tutto inaspettati nella loro ampiezza.

I tumori al polmone scoperti in fase iniziale possono avere un tasso di guarigione compreso tra il 50 ed il 60%, il problema è che non oltre il 20% delle volte questo viene diagnosticato allo stadio precoce.

Vitamina D riduce il rischio di tumore al colon

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Elevati livelli di vitamina D nel sangue sembrano essere legati a un minor rischio di tumore al colon-retto. Lo rivela un nuovo studio pubblicato su BMJ, anche se per ora non si sa ancora chiaramente se assumendo in maniera elevata la vitamina si può scongiurare il rischio di contrarre il male.

Malgrado ciò i risultati sono sicuramente interessanti, visto che i ricercatori hanno evidenziato come le persone con alti livelli di vitamina D nel sangue avevano un rischio di tumore al colon ridotto di circa il 40%.

Tecniche combinate per diagnosticare il tumore alle ovaie

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La possibilità di individuare precocemente il tumore alle ovaie può essere migliorata usando l’ecografia con mezzo di contrasto associata con l’analisi proteomica dei campioni di sangue.
E’ quanto afferma un nuovo studio, che sarà prossimamente pubblicato su Journal of Roentgenology.
La proteomica consiste nello studio delle proteine, in riferimento alla loro struttura e funzione.
Grazie a questo particolare metodo di studio nel corso degli ultimi anni sono state identificate centinaia di proteine che possono essere utilizzate come biomarcatori per il tumore alle ovaie.

In arrivo trattamento in compresse per la sclerosi multipla?

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Due recenti ricerche hanno evidenziato come in un futuro ormai prossimo, si parla del 2011, potrebbero essere realizzati farmaci da assumere per via orale per il trattamento della sclerosi multipla.
Il New England Journal of Medicine riporta che recentemente sono state richieste le licenze per la produzione di farmaci per via orale, e la notizia è stata accolta con entusiasmo dalla MS Society e dai malati che da tempo attendevano la realizzazione di tali medicine.
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