Antico farmaco cinese riduce gli effetti collaterali della chemioterapia

farmacia cinese

Alcuni tipi di chemioterapia possono avere effetti collaterali talvolta anche molto gravi e difficili da sostenere, con sintomi violenti come vomito, diarrea e nausee.
Di recente gli scienziati stanno sperimentando quali possano essere farmaci ed altre sostanze in grado di stemperare i danni collaterali della chemioterapia, magari aumentandone l’efficacia terapeutica. L’attenzione di alcuni studiosi della Yale University si è incentrata in questo ultimo periodo su un farmaco proveniente dalla medicina tradizionale cinese, denominato Huang Tang Quin, che da 1800 anni viene usato in quel paese per il trattamento di disturbi allo stomaco ed intestinali.

Sperimentazione su un farmaco promettente per combattere ebola

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Un farmaco per curare il virus Ebola potrebbe essere presto realizzato: le autorità statunitensi approveranno in questi giorni la sperimentazione sugli esseri umani di un farmaco che ha avuto successo su alcuni primati.
Il virus ebola è mortale nel 90% dei casi quando si tratta di umani, mentre per le scimmie è sempre mortale. Dal 1976 ad oggi sono stati contati circa 1200 casi di decessi causati da ebola.

Test su marcatori genetici che predicono la TBC

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La tubercolosi è un male che colpisce ancora milioni di persone ogni anno, e la lotta contro questa malattia impegna ogni giorno migliaia di scienziati e ricercatori. Uno degli obiettivi più importanti è quello di realizzare test che possano predire la tubercolosi che siano facili da applicare ed economici.
Di recente un’equipe di ricercatori internazionali è riuscita a predisporre un test basato sull’esame del DNA nel sangue. Una sorta di impronta digitale nel DNA che permetterebbe di identificare quali portatori del bacillo della tubercolosi potrebbero un giorno essere colpiti dalla malattia conclamata e diffondere l’infezione.

Una sola sigaretta è già nociva per l’organismo

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Fumare un pacchetto e più di sigarette al giorno è sicuramente dannoso per i polmoni. Ma qual’è dunque il numero di sigarette giornaliere che si possono fumare senza provocare danni all’apparato respiratorio ed ai polmoni?
La risposta, secondo una recente ricerca realizzata presso il Weill Cornell Medical College presso l’Università di New York è chiara: nessuna.
I ricercatori hanno reclutato per lo studio 121 volontari sani, i quali sono stati sottoposti all’esame delle urine ed alla broncoscopia, una procedura che prevede il prelievo di tessuto cellulare nel rivestimento delle vie aeree, la prima area a venire a contatto con il fumo.

Cyberbullismo, un fenomeno in crescita

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Gli esperti cominciano a manifestare sempre più preoccupazione per un fenomeno nuovo sviluppatosi nell’era della comunicazione telematica, il cyberbullismo.
Un recente articolo apparso su HealthFinder rivela come recenti ricerche condotte negli Stati Uniti suggeriscono come almeno il 25% dei bambini di età scolare sono soggetti a questa forma di bullismo che corre attraverso i protocolli di comunicazione telematici, e-mail ed SMS, messaggeria istantanea e social network, sia attraverso il pc che attraverso i telefonini.

Verdure a foglia verde protettive contro il diabete

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Una dieta ricca di verdure a foglia verde riduce sensibilmente il rischio di diabete. Lo afferma un recente studio inglese, di recente apparso su British Medical Journal.
Secondo quanto appurato dai ricercatori, che hanno revisionato decine di studi comprendenti un totale di circa 220.000 persone, una porzione e mezza di verdure a foglia verde alla settimana sembra ridurre il rischio di diabete di quasi il 14%.

Il team di ricercatori ha approfondito quanto sia importante il consumo di frutta e verdura come fattore di prevenzione di malattie del metabolismo come il diabete, e, sebbene un consumo sostenuto di frutta e verdura non sembra aumentare in maniera evidente la protezione, per le verdure a foglia verde, come il cavolo e gli spinaci, i broccoli ed anche i cavolfiori, si è rilevata una consistente percentuale di riduzione del rischio di diabete.

Gli anziani ansiosi sono più a rischio di cadute

Cadere per le persone anziane può essere un grave rischio, ed un recente studio ha evidenziato come le persone che hanno maggior paura di cadere hanno un aumento effettivo del rischio che ciò accada.
Lo affermano ricercatori australiani e belgi che di recente hanno pubblicato i dati di una loro ricerca sulla rivista British Medical Journal.
Secondo questi esperti, che hanno esaminato un campione di 500 anziani australiani, l’ansia e la paura di cadere sono fattori da prendere in considerazione perchè sembrano aumentare di fatto il rischio di cadute.
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