Mancanza di un’abilità sociale alla base del bullismo

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Giovani e ragazzi che mancano di una capacità sociale molto importante che in inglese viene identificata con il termine “problem solving” sono più a rischio di diventare bulli o di essere vittime del bullismo.
Lo rivela uno studio di ricercatori statunitensi che hanno esaminato 153 studi realizzati negli ultimi 30 anni.
Un bullo tipico, commentano i ricercatori della Louisiana State University, ha problemi nel risolvere i problemi con gli altri e spesso ha anche problemi didattici.

Troppa TV tra i bambini piccoli

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Uno studio condotto in Oregon su bambini di due anni di età rivela come il 20% dei bambini guarda la TV più delle due ore raccomandate dalle autorità sanitarie.
E ciò, oltre ad avere un profondo impatto sullo sviluppo intellettivo e cognitivo del bambino, secondo gli autori è anche associabile ad un rischio maggiore di obesità e di problemi come il deficit di attenzione ed iperattività (ADHD).
I risultati della ricerca, sebbene condotti in un singolo stato americano, secondo gli autori sono generalizzabili anche al resto della nazione, e probabilmente anche alle altre nazioni occidentali.
Negli Usa le autorità sanitarie nazionali, come l’American Academy of Pediatrics raccomandano che il tempo che il bambino a quell’età può trascorrere davanti alla TV non sia superiore alle due ore giornaliere, e solo su programmi di qualità.

Spostamenti e trasferimenti influiscono sul benessere psicologico dei bambini?

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Una ricerca di recente apparsa sulla rivista Journal of Personality and Social Psychology suggerisce che i perenni spostamenti del nucleo famigliare possono influire sul grado di felicità e benessere del bambino una volta adulto.
Una condizione particolarmente comune nell’occidente industrializzato, e soprattutto negli Stati Uniti, dove la dislocazione ed i trasferimenti da un paese ad un altro sono molto comuni.
Psicologi, sociologi ed epidemiologi hanno da tempo riconosciuto che i bambini che si spostano spesso tendono ad avere prestazioni peggiori a scuola e hanno più problemi comportamentali rispetto a quelli che crescono sempre nello stesso luogo.

Vincere in casa influisce sui circuiti cerebrali nella specia maschile

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Curiosa ed interessante ricerca quella svolta nell’Università del Wisconsin su topi da laboratorio. Secondo quanto rilevato nello studio, di recente apparso su Proceeding of the National Academy of Sciences vincere una competizione influisce sul cervello, ed ancora più importante è se la vittoria avviene nel proprio territorio, in casa, insomma.
I ricercatori hanno dimostrato che vivere una competizione vittoriosa provoca cambiamenti nella materia cerebrale, ed aumenta la potenzialità di vincere altre competizioni e conflitti nel futuro.

Iniziare la scuola più tardi al mattino è salutare per gli studenti

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Un esperimento coronato da successo quelli degli studenti liceali di una scuola privata a Rhode Island negli Stati Uniti che hanno sperimentato gli effetti benefici per il fisico e la mente ottenuti dal fatto di iniziare la scuola mezz’ora dopo ogni mattina. Un successo che, a quanto riporta uno studio apparso sulla rivista Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, ha fatto si che oggi studenti professori e lavoratori di quella scuola non vogliono più rinunciare a quella mezz’ora in più ogni mattina.
In molti hanno dichiarato che la qualità della vita, e le prestazioni scolastiche sono decisamente migliorate grazie a questa dilazione temporale nell’orario di inizio delle lezioni.

Quanto influisce il senso del tatto su comportamento e scelte?

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Il contatto tattile con qualcosa di leggero o di pesante, liscio o ruvido, morbido o duro ha un effetto anche molto profondo sulla nostra percezione e sulle nostre emozioni, anche quando l’oggetto in questione non ha una relazione diretta con quanto stiamo facendo.
In altre parole, quanto è stato testato dai ricercatori dell’Università di Harvard, della Yale University e del MIT, è un esperimento su quanto agisca in maniera differente il nostro sistema emotivo e percettivo a seconda degli input inviati dal senso del tatto al cervello.

La condizione delle vedove nel mondo, una catastrofe umanitaria sconosciuta

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Almeno 245 milioni sono le donne nel mondo in tutto il mondo che sono rimaste vedove e più di 115 milioni di queste vivono in condizioni di grave povertà.
Lo rivela Cherie Blair, moglie dell’ex primo ministro britannico che a New York ha di recente presentato un rapporto in merito, commissionato dalla Fondazione Loomba, un’organizzazione che lavora per il sostegno delle donne senza marito nel compito di educare i figli.
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