Il sonno migliora diventando anziani

Che il sonno sia piacevole solamente nel corso dell’infanzia, dell’adolescenza e della giovinezza, e che di conseguenza la qualità del sonno peggiori, a partire dall’età adulta, con il trascorrere degli anni, sarebbe una di quelle leggende popolare che andrebbe immantinente sfatata.

Anzi, stando alle ricerche condotte dagli esperti del sonno della Facoltà di Medicina dell’Università della Pennsylvania, sarebbe vero esattamente il contrario o, per lo meno, sarebbe errata la concezione soggettiva della qualità del sonno che si creda debbano aver le persone anziane.

Arte terapia inutile con i pazienti schizofrenici

I ricercatori del Centre for Mental Health dell’Imperial College di Londra, una delle più importanti istituzioni scientifico-universitarie europee, avrebbero definitivamente sconfessato, al termine della più importante sperimentazione scientifica sull’argomento, alcune delle più comuni e diffuse linee guida sul trattamento non farmacologico dei pazienti schizofrenici quali l’arte terapia.

Prevenire l’Alzheimer dormendo a lungo

Un gruppo di medici statunitensi facenti riferimento alla Facoltà di Medicina (o School of Medicine) della prestigiosa Saint Louis University, uno dei più importanti istituti accademici privati del Missouri e degli Stati Uniti d’America, avrebbe dimostrato la correlazione, sebbene non di causa-effetto, tra qualità e quantità del sonno e insorgenza del Morbo di Alzheimer, malattia degenerativa del sistema nervoso centrale delle più gravi e diffuse.

Depressione a causa dei troppi straordinari

Uno studio anglofilandese, della durata di ben 6 anni, condotto su oltre 2.000 dipendenti pubblici inglesi di età compresa tra i 35 ed i 55 anni d’età al momento dello start-up, in questi giorni pubblicato sulle colonne dell’eminente rivista scientifica PLoS ONE, l’organo di informazione ufficiale della Public Library of Science, avrebbe inconfutabilmente dimostrato come trascorrere almeno 11 ore al giorno (55 alla settimana) seduti alla propria scrivania possa aumentare il rischio di cadere in depressione di ben 2,5 volte rispetto a passarne il minimo indispensabile, ovverosia le classiche 7 – 8 ore lavorative.

Curare la depressione con la psilocibina

La psilobicina, ovverosia l’alcaloide psicotropo che renderebbe allucinogeni i funghi del genere Psilocybe, sintetizzata nel 1958 dal geniale chimico svizzero Albert Hofmann, a suo tempo inventore dell’LSD, potrebbe diventare, in un futuro non troppo lontano, uno dei principali principi attivi dei farmaci antidepressivi serotoninergici di ultima generazione, utili per il trattamento del paziente gravemente depresso ormai insensibile ai trattamenti farmacologici tradizionali.

Autismo ed interruzione del flusso di coscienza

La comunicazione tra sé e sé, a livello di coscienza o di pensiero, il discorso interiore che costantemente accompagna ciascuno di noi dando forma e contenuto ai nostri più fugaci e primordiali flussi di coscienza, guidandoli dalla nascita alla morte, sarebbe di fondamentale importanza, come forse qualcuno già saprà, per lo sviluppo delle nostre capacità intellettivo-cognitive nonché per il mantenimento di un equilibrio psicofisico quanto mai adeguato.

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