Ipertensione polmonare diagnosi e cure

di Cinzia Iannaccio

L’ipertensione polmonare è una patologia difficile da diagnosticare in anticipo perché non si evidenzia da esami di riìoutine e perché nella sua fase iniziale non presenta sintomi di rilievo. Anche quando i segnali di allarme arrivano però, questi sono comuni ad altre malattie cardiache e polmonari, quindi l’iter per la diagnosi può essere lungo.

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I test per la diagnosi dell’ipertensione polmonare

I primi test che un medico potrà prescrivere in caso di sospetta ipertensione polmonare sono:

  • Esami del sangue e radiografia del torace (può mostrare se le arterie polmonari o il ventricolo destro del cuore sono allargati, che è una conseguenza di questa malattia, anche se non sempre: risulta normale in circa un terzo delle persone che hanno l’ipertensione polmonare).
  • Ecocardiogramma cardiaco. Mostra come il cuore funziona e permette di controllarne anche le dimensioni e la struttura. A volte si esegue anche un ecocardiogramma con stress (ovvero subito dopo uno sforzo fisico) che si confronta con uno a riposo.
  • Ecocardiogramma transesofageo. Se è difficile avere un quadro chiaro di cuore e polmoni con un ecocardiogramma normale, il medico può consigliare un ecocardiogramma transesofageo, in cui un trasduttore viene fatto passare attraverso la gola per avere info più precise e dettagliate.
  • Caterizzzazione del cuore destro. Se dopo i primi test il medico ritiene che la diagnosi sia quella di una ipertensione polmonare, è probabile che prescriva questo test a conferma: con un catetere che viene fatto passare in una vena del collo o dell’inguine e fino al ventriclo destro del cuore, si procede alla misurazione della pressione interna dell’arteria polmonare. Oltre che per la diagnosi questa tecnica è utilizzata anche per verificare l’effetto di alcuni farmaci. Si esegue in sedazione, in un ospedale.

 

Il medico può prescrivere anche altri test per controllare lo stato generale della salute di cuore e polmoni

 

  • Test di funzionalità polmonare (spirometria)
  • Scintigrafia polmonare di perfusione
  • Tomografia Computerizzata (TC)
  • Risonanza magnetica (MRI)
  • Biopsia a polmone aperto (per identificare specifiche cause di ipertensione polmonare secondaria)
  • Test genetici

 

Classificazione

Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità suddividono le fasi della malattia in base ai sintomi:

Classe I. In assenza di sintomi.
Classe II. Non si hanno sintomi a riposo, ma si verificano stanchezza, mancanza di respiro o dolore al petto con la normale attività.
Classe III. Niente sintomi a riposo, ma significativi ed invalidanti quando si è fisicamente attivi.
Classe IV. Si hanno sintomi anche a riposo.

 

 

Come si cura l’ipertensione polmonare?

Anche trovare la cura giusta per l’ipertensione polmonare non è impresa semplice: i trattamenti sono complessi e richiedono numerosi follow-up. Molto dipende anche dalla causa di fondo. A seconda dei casi si utilizzano i seguenti farmaci:

  • Vasodilatatori. Il più usato è l’epoprostenolo (Flolan). I suoi effetti però durano solo pochi minuti per cui questo necessita di essere iniettato di continuo attraverso un catetere endovenoso munito di una piccola pompa che si indossa e che va preparato ad hoc a livello domiciliare. Potenziali effetti collaterali di questo medicinale sono: dolore della mascella, nausea, diarrea, crampi alle gambe, così come il dolore e l’infezione al sito del catetere. In alternativa si può utilizzare un altro farmaco, Iloprost (Ventavis), che va inalato ogni tre ore attraverso un nebulizzatore: decisamente più pratico da utilizzare. Tra gli effetti collaterali, dolore al petto, mal di testa, nausea e affanno.
  • Gli antagonisti dei recettori. Questi farmaci invertono l’effetto dell’endotelina, una sostanza che induce le pareti dei vasi sanguigni a ridursi. Tra questi, il bosentan (Tracleer). Possono essere molto efficaci, ma sono controindicati in gravidanza e alla lunga possono danneggiare il fegato.
  • Sildenafil e tadalafil. Sildenafil (Revatio, Viagra) e tadalafil (Cialis, Adcirca) sono a volte utilizzati per trattare l’ipertensione polmonare in quanto vasodilatatori.
  • Calcio-antagonisti ad alti dosaggi. Aiutano a rilassare i muscoli nelle pareti dei vasi sanguigni: solo un piccolo numero di persone con ipertensione polmonare rispondere ad essi.
  • Gli anticoagulanti. Il warfarin anticoagulante (Coumadin, Jantoven) può aiutare a prevenire la formazione di coaguli di sangue all’interno delle piccole arterie polmonari, ma aumentano il rischio di complicanze emorragiche.
  • Diuretici. Aiutano ad eliminare il liquido in eccesso dal corpo. Questo riduce la quantità di lavoro che il cuore deve fare. Essi possono anche essere utilizzati per limitare l’accumulo di liquido nei polmoni.
  • Ossigeno.

 

 

Se le terapie farmacologiche non aiutano a tenere sotto controllo l’ipertensione polmonare si può ipotizzare la chirurgia a cuore aperto. La settostomia atriale è l’intervento che si fa di solito in questi casi, ma che può avere serie complicanze tra cui alterazioni pericolose del ritmo cardiaco (aritmie). In rari casi, può invece essere indicato il trapianto cuore-polmone, specie in pazienti giovani con ipertensione polmonare idiopatica. Si tratta però di casi estremi e non comuni.

 

Stile di vita

Va sottolineato infatti che benché non esista una cura che permetta di guarire da questa patologia, le terapie mediche aiutano molto a ridurre i sintomi e a permettere a lungo una buona qualità di vita. Il farmaco però da solo non basta se non si interviene anche sul proprio stile di vita. Ecco gli accorgimenti da avere:

  • Ore di riposo adeguate
  • Esercizio fisico moderato, sin dai primi sintomi
  • Non fumare
  • Evitare la gravidanza
  • Evitare la pillola anticoncezionale (scegliere altri metodi contraccettivi)
  • Evitare di viaggiare o vivere in alta quota
  • Evitare abbassamenti della presione sanguigna drastici (come in una sauna)
  • Perdere i chili di troppo
  • Non eccedere nelle quantità di sale
  • Fare terapie antistress

 

 

 

 

 

 

 

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Foto: Thinkstock

Fonte: Mayo clinic

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