Un telescopio impiantato nell’occhio per migliorare la vista

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Un piccolo telescopio di vetro impiantato direttamente nella cornea, potrebbe essere la soluzione per molte persone che hanno gravi problemi di vista.
Il dispositivo, non più grande di un pisello, è stato già impiantato sperimentalmente con successo in 200 pazienti affetti da degenerazione maculare ad entrambi gli occhi, un disturbo che rende praticamente ciechi nella visione centrale.
L’apparecchiatura, altamente sofisticata, è prodotta dalla VisionCare Ophthalmic Technologies, un’azienda californiana, ed il suo uso è già stato approvato dalle autorità sanitarie europee, mentre negli Sati Uniti è ancora in attesa di un’autorizzazione.

A 30 settimane il feto sviluppa la memoria

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Già a 30 settimane il feto sviluppa una memoria a breve termine.
I risultati di un singolare, ma non originale studio in questo campo sono stati pubblicati sul numero di luglio/agosto di quest’anno della rivista Child Development, e rappresentano la ricerca di un gruppo di ricercatori del Centre for Genetics, Reproduction and Child Health presso l’Università di Maastricht in Olanda.
Questo studio rappresenta un ulteriore passo avanti nella ricerca sullo sviluppo del sistema neurologico centrale nel feto.

Cellule rare nel sangue associate allo sviluppo di tumori nei bambini

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Alcuni tipi di cellule che si trovano in circolazione nel sangue possono essere considerate importanti marcatori di diversi tumori infantili, e, probabilmente, anche possibili fattori di sviluppo di questi.
Lo afferma un’equipe di scienziati francesi che ha pubblicato i dati di una ricerca in questo campo sulla rivista Clinical Cancer Research.
I ricercatori hanno analizzato il sangue di 23 bambini affetti da tumore localizzato, di 22 bambini con cancro in fase di metastatizzazione e di 20 bambini sani.

L’OMS non pubblicherà più le tabelle con il numero dei casi di influenza suina

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L’agenzia Reuters riporta che giovedì scorso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che la pandemia influenzale H1N1 è stata la più veloce di sempre nel diffondersi, tanto che ora si ritiene inutile tentare di contarne i casi.
L’agenzia delle Nazioni Unite, che aveva dichiarato la nuova influenza come pandemica l’11 giugno scorso, ha rivisto quelle che erano le linee guida seguite fino ad oggi, invitando le autorità sanitarie nazionali a segnalare solamente più i casi gravi ed i decessi causati dal virus, o particolari variazioni dei modelli clinici nuovi o inusuali, ma evitare sprechi di risorse nel tentativo di enumerare il numero di casi.

Una proteina del virus influenzale responsabile del danno a proteine del polmone

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Una proteina nel virus influenzale, il cui scopo è quello di stimolarne la diffusione è anche responsabile dell’accumulo di liquidi nei polmoni.
Questo il risultato di uno studio realizzato da ricercatori della University of Alabama a Birmingham e del Southern Research Institute, pubblicata online sulla rivista Federation of American Societies for Experimental Biology.
I casi di influenza più gravi son quelli nei quali i liquidi si accumulano nei polmoni rendendo difficile la respirazione, impedendo all’ossigeno di entrare in circolazione nel sangue.

L’obesità fattore di rischio anche per l’osteoartrite

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Se malattie cardiache e diabete sono già di per se motivi sufficienti per iniziare a pensare di dimagrire, ecco un altro motivo importante per farlo: essere in sovrappeso o obesi può causare un rapido deterioramento della cartilagine del ginocchio, e ciò può condurre facilmente ad un disturbo comune nelle persone sopra i 50 – 60 anni, l’osteoartrite.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Radiology, rappresenta la prima ricerca che tenta di trovare un’associazione tra il peso corporeo e problemi come l’osteoartrite, ed è stato effettuato da un’equipe di ricercatori della Scuola di Medicina dell’Università di Boston.

Il glaucoma come malattia neurodegenerativa

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Per anni, il glaucoma è stato associato ad un aumento della pressione sanguigna nel bulbo oculare, ma ciò ha sempre lasciato perplessi buona parte degli scienziati, soprattutto a causa del fatto che in molte persone una elevata pressione intraoculare non forzatamente portava a sviluppare il glaucoma. Oltre a ciò, una persona su tre risulta contrarre il glaucoma anche con pressione oculare normale o addirittura bassa.
Queste anomalie hanno fatto si che i medici cercassero una risposta più adeguata al perchè si sviluppa il glaucoma ed una delle possibili risposte è che esso abbia dei tratti in comune con altre malattie neurodegenerative come il Morbo di Alzheimer o il Morbo di Parkinson.
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