Il caffè non protegge dalla demenza senile

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Il caffè è una di quelle sostanze che alternativamente sono considerate toccasana oppure nocive, e sulla quale le ricerche continuano a dare pareri discordanti.
Per esempio un recente studio condotto da un’equipe medica finlandese dell’Università di Helsinki, e pubblicato recentemente su American Journal of Clinical Nutrition, ha rivelato che, secondo una ricerca approfondita, il caffè non fornisce alcuna protezione allo sviluppo della demenza senile ed al declino delle facoltà mentali.

Ansia e depressione associate al rischio di obesità

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Disturbi mentali relativamente comuni come ansia e depressione, possono contribuire ad aumentare i fattori di rischio per l’obesità. E’ quanto afferma un recente studio di ricercatori britannici dell’University College di Londra che ha condotto una ricerca recentemente pubblicata su BMJ.
I ricercatori hanno analizzato una grande mole di dati provenienti da quattro studi medici realizzati sui 4363 dipendenti pubblici inglesi i età compresa tra 35 e 55 anni, seguiti per un periodo di tempo di 19 anni, dal 1985 al 2004.

Sintomi adenoiditi

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Le adenoidi fanno parte di quei tessuti linfatici presenti all’interno della cavità orale, tra la gola ed il naso, la cui funzione principale è quella di costituire la prima barriera protettiva contro i microrganismi provenienti dall’esterno. Fanno parte quindi di quelle che generalmente vengono definite come tonsille, ma a differenza di queste, che comunemente vanno ad indicare i tessuti linfatici che si trovano al fondo del palato, le adenoidi si trovano più in alto, nel tratto che va dalla gola alle cavità nasali.
Le adenoidi possono provocare problemi nel caso si infettino o si ingrossino, a causa di una serie di motivi tra i quali infezioni batteriche o virali.

Sintomi rabbia

La rabbia è causata da un virus che di solito si diffonde attraverso il contatto con la saliva di un animale infetto. Il virus della rabbia normalmente è presente negli animali selvatici: pipistrelli, puzzole, volpi, sono tra i più comuni portatori del virus.
Piccoli mammiferi come topi o scoiattoli non hanno quasi mai la rabbia, e non si registrano casi in cui essi l’abbiano trasmessa all’uomo. Se in molte parti del mondo, come nel continente nord americano vi è un aumento della diffusione di rabbia a causa dei pipistrelli, in altre regioni del mondo la causa principale di infezione da rabbia è il morso del cane.

Trattamento dell’intossicazione da botulino

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Il botulismo può causare il decesso per insufficienza respiratoria causata dalla paralisi progressiva del sistema muscolare. Anche se negli ultimi 50 anni i decessi da intossicazione del batterio del botulino si sono ridotti notevolmente, ancora oggi questo disturbo è particolarmente serio e necessita di cure ospedaliere molto lunghe.
L’insufficienza respiratoria e la paralisi che si verificano con il botulismo possono obbligare il paziente a sottoporsi alla respirazione artificiale, con un’assistenza medica continua ed elevata.

Problemi all’udito guidando le decappottabili

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Guidare una cabriolet con la capote abbassata può danneggiare seriamente l’udito, questo è quanto afferma una recente ricerca pubblicata sulla rivista Otolaryngology – Head and Neck Surgery.
Secondo i ricercatori, ad una velocità di crociera di 80-110 kmh, le orecchie sono esposti a livelli sonori analoghi a quelli che si subirebbero a fianco di un martello pneumatico al lavoro.
Una lunga e ripetuta esposizione al rumore del motore, del traffico, e del vento, potrebbero causare gravi disturbi all’udito, compresa la perdita di questo.

Sperimentato un vaccino contro la cocaina

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Uno studio clinico del National Institute on Drug Abuse statunitense, ha effettuato un esperimento, che ha dato risultati soddisfacenti, che consisteva nella somministrazione di un vaccino ai consumatori di cocaina per verificare se esso fosse in grado di ridurre in questi il consumo della sostanza stupefacente.
Il vaccino “anti-cocaina” funziona allo stesso modo dei vaccini impiegati per altre malattie, inducendo l’organismo a produrre anticorpi che, in questo caso, agiscono contro le molecole della cocaina presenti nel sangue impedendo loro di raggiungere il cervello. E’ forse la prima volta che si registra un successo in questo campo.
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