Disturbo dell’eccitazione sessuale femminile (FSAD)

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Secondo l’American Medical Association sono milioni le donne al mondo che soffrono di FSAD, il termine con cui in inglese si denomina il disturbo dell’eccitazione sessuale femminile.
Mentre molto si scrive e si sperimenta per quanto riguarda la libido nell’uomo, lo stesso problema nella donna non gode delle stesse attenzioni e sovente viene trascurato, anche se negli ultimi tempi qualcosa in merito si sta realizzando dal punto di vista della sperimentazione farmaceutica.
E ‘importante sottolineare prima di descrivere il disturbo, che le donne affette da FSAD non hanno problemi a raggiungere l’orgasmo, ma piuttosto manca loro la libido e l’eccitazione sessuale.

Studi sperimentali per un Viagra femminile

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Una versione del Viagra per le donne? E’ ancora troppo presto, ma una recente ricerca ha permesso di avvicinarsi ancora di più alla realizzazione di un farmaco analogo a quelli oggi disponibili sul mercato per l’uomo, come Cialis e Viagra.
Lo studio, realizzato nei laboratori della Pfitzer, l’azienda farmaceutica produttrice della famosa “pillola blu” ha infatti esplorato sugli animali i processi che stanno alla base dell’eccitazione sessuale nella femmina, aprendo la strada allo studio di nuove terapie che in particolare potrebbero essere di aiuto ad un particolare tipo di disturbo, il disturbo dell’eccitazione femminile, identificata dall’acronimo inglese FSAD (Female Sexual Arousal Disorder).

Una calamita per trattenere le staminali nel cuore

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Utilizzare una calamita per costringere le cellule staminali a restare nell’area danneggiata del cuore. E’ questo il risultato di una nuova strategia terapeutica ideata da una coppia di ricercatori statunitensi del Cedars-Sinai Hearth Institute di Los Angeles.
La terapia con le cellule staminali è di grande aiuto nel trattamento di danni al cuore, per esempio in seguito ad attacco cardiaco. Sebbene efficace, fino ad oggi l’efficacia terapeutica era ridotta a causa del fatto che dopo 24 ore dall’infusione delle cellule staminali nel cuore solo il 10% di queste è in grado di restare nella zona colpita, mentre il resto, a causa del flusso sanguigno e delle contrazioni cardiache viene perso nell’organismo.

Aspirina efficace contro il mal di testa

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Secondo una ricerca condotta dalla Systematic Cochrane Review, che ha esaminato dati provenienti da 13 studi recenti l’aspirina è in grado di ridurre il dolore causato dall’emicrania nel 50% delle persone che la assumono in un arco temporale di non più di due ore.
I ricercatori hanno inoltre verificato come una singola dose di aspirina riduce anche alcuni delle manifestazioni sintomatiche dell’emicrania come nausea, vomito e ipersensibilità per suoni e luci.
La revisione degli studi in questione comprendeva dati provenienti da un campione di 4222 individui: i ricercatori del John Radcliffe Hospital di Oxford hanno scoperto come sia i dolori moderati che le gravi emicranie risultano essere attenuate dall’uso dell’aspirina in una persona su quattro con una dose unica di 900-1000 mg di aspirina.

Parassita tropicale causa di ictus

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Una malattia parassitaria tropicale che diventa una causa scatenante di ictus. E’ questa la recente preoccupazione della comunità scientifica internazionale rilanciata da un recente articolo apparso su Lancet Neurology. Il parassita, noto con il nome di tripanosoma cruzi, identifica un disturbo denominato morbo di Chagas, dal nome dello scopritore del piccolo protozoo che viene trasmesso all’uomo con la puntura di alcuni insetti ematofagi come le cimici, diffuse soprattutto in Sud America negli ambienti rurali.
Secondo recenti stime sono circa 18 milioni i casi al mondo segnalati per questa malattia.

Mortalità materna in calo nel mondo

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La mortalità materna, in relazione cioè al travaglio ed al parto, è diminuita drasticamente nel mondo, da circa mezzo milione di casi nel 1980 ai 350.000 del 2008, secondo nuovi dati forniti da ricercatori dell’Università di Seattle a Washington.
La riduzione del numero di donne che perdono la vita durante il parto è stata negli scorsi anni una battaglia sostenuta dalle maggiori istituzioni governative e sanitarie nel mondo, ed i dati confermano così che grazie ad un impegno sostenuto globalmente si possono ottenere progressi anche molto significativi nel contrastare malattie e mortalità.

Rapporti sessuali casuali in crescita

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Rapporti sessuali casuali in crescita? Si, secondo un recente studio, pubblicato sulla rivista medica Perspectives on Sexual and Reproductive Health.
Almeno negli Stati Uniti, dove i ricercatori dell’Università dello Iowa, College of Liberal Art and Sciences hanno verificato tale fenomeno in crescita intervistando un campione di 783 adulti eterosessuali di età compresa tra i 18 ed i 60 anni.
Negli Stati Uniti, secondo gli autori, si sta assistendo ad un importante spostamento verso relazioni sessuali occasionali, tra gli intervistati il 17% degli uomini ed il 5% delle donne hanno affermato di aver avuto rapporti sessuali con un partner diverso da quello con cui erano in relazione continuativa.
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