Mortalità infantile in calo nel mondo, ma il progresso è troppo lento

di Luca Bruno

Secondo un recente rapporto pubblicato dall'Unicef, la mortalità infantile nel mondo sta calando, ma il ritmo è ancora troppo lento rispetto alle previsioni, e non raggiungerà il tetto stabilito vent'anni fa dalle Nazioni Unite, che speravano in un calo della mortalità infantile ridotto dei due terzi tra il 1990 ed il 2025.

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Secondo un recente rapporto pubblicato dall’Unicef, la mortalità infantile nel mondo sta calando, ma il ritmo è ancora troppo lento rispetto alle previsioni, e non raggiungerà il tetto stabilito vent’anni fa dalle Nazioni Unite, che speravano in un calo della mortalità infantile ridotto dei due terzi tra il 1990 ed il 2025.
Il quadro presentato dall’organizzazione internazionale, sebbene registri dei miglioramenti, è di quelli che fanno rabbrividire.

Nel 1990 12 milioni e mezzo di bambini non raggiungevano i 5 anni di età, e rispetto ad allora, oggi muoiono circa 10.00 bambini in meno ogni anno.

Il che significa che ogni anno ancora oggi muoiono 8,8 milioni di bambini.

Ed il peggio, sostiene il rapporto dell’Unicef, è che la causa di tante di queste morti è una serie di malattie per cui oggi è prevista una cura.

Tra gli otto milioni di bambini sotto i cinque anni morti l’anno scorso infatti, le principali cause di morte sono state polmonite e diarrea, e gli strumenti per ridurre tale terribile percentuale sono alla portata persino del più povero tra i paesi del mondo: zanzariere contro la malaria, miglioramento dei servizi igienico sanitari, diffusione dei vaccini.

Il 40% dei decessi si concentra in appena tre paesi, Nigeria, India e Repubblica Democratica del Congo.

Paesi come il Malawi o l’Eritrea stanno registrando un calo significativo, mentre in altri, come il Sud Africa, invece il tasso di mortalità infantile è in crescita. Ciò è dovuto, sostiene il rapporto dell’Unicef, all’alto tasso di infezioni da HIV e di AIDS tra le madri, un dato, purtroppo, in costante crescita.

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