Sostanza chimica presente nella plastica alza i livelli di testosterone nell’uomo

di Luca Bruno

Una sostanza comune nei contenitori di plastica sembra influire sui livelli di testosterone nell'uomo, e per questa ragione è attentamente monitorata dalle agenzie che si occupano di salute ed ambiente.

bottiglia plastica

Non è la prima volta che una particolare sostanza chimica presente nelle confezioni di plastica viene legata a problemi di salute nell’uomo, e l’ultimo studio in merito, realizzato da ricercatori britannici dell’Università di Exeter e della Peninsular Medical School, e di recente apparso sulla rivista Environmental Health Perspectives non fa che confermare precedenti studi in merito.
In particolare gli scienziati inglesi hanno verificato che gli uomini che presentano alti livelli di bisfenolo A risultano avere un livello più alto di testosterone, se confrontati con altri uomini che invece hanno una presenza minore della sostanza chimica nell’organismo.

La sostanza chimica è più normalmente conosciuta come BPA, e la sua presenza è stata identificata in diversi tipi di contenitori di plastica diffusi a livello planetario. Un altra fonte di questa sostanza, hanno scoperto i ricercatori, sono gli scontrini emessi dai registratori di cassa, nei quali la sostanza è addirittura pari al 3% del peso totale della ricevuta cartacea.

Il nuovo studio si è svolto analizzando campioni di urina su 715 adulti, scoprendo che l’esposizione al bisfenolo risulta più alta che 5 microgrammi al giorno, un risultato già osservato in precedenti ricerche.

Più sono alti i livelli di BPA nelle urine maggiore risulta la concentrazione di testosterone negli uomini.

Sono risultati importanti, sostengono i ricercatori, perchè per la prima volta forniscono l’evidenza di un legame tra l’esposizione al BPA e le alterazioni dei livelli di ormoni presenti nell’organismo.

Un livello di esposizione che è inoltre risultato simile sia nella popolazione europea, urbana e rurale, sia in quella statunitense, a livello complessivo.

Il bisfenolo, presente nelle comuni bottiglie e contenitori in plastica, può essere anche presente nei biberon destinati ai bambini più piccoli, e secondo quanto sostengono i ricercatori una parte della sostanza può passare negli alimenti contenuti.

Gli effetti di questa sostanza chimica possono essere, avvertono i ricercatori, particolarmente pericolosi ed insidiosi soprattutto per i neonati e durante lo sviluppo del feto, perchè si tratterebbe di un “perturbatore endocrino” come viene definito.

La ricerca consolida quindi quelli che sono i provvedimenti della Environmental Protection Agency statunitense, che già all’inizio di quest’anno aveva annunciato di aver posto il bisfenolo nella lista delle sostanze da monitorare per i potenziali effetti nocivi.

Fonte LosAngelesTimes

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