Trapianto di midollo osseo

di Luca Bruno

Il trapianto di midollo osseo si attua quando c'è la necessità di ricostruire i tessuti del midollo quando questi sono danneggiati o funzionano male.

midollo

Il trapianto di midollo osseo si attua quando c’è la necessità di ricostruire i tessuti del midollo quando questi sono danneggiati, per esempio in molti casi di cure di chemioterapia o di radioterapia, oppure quando si riscontrano malfunzionamenti nel sangue, dovuti alla mancanza di alcune cellule, oppure, come nel caso dei mielomi, nella produzione eccessiva di determinate cellule sanguigne.

Negli ultimi due casi prima del trapianto si eliminano del tutto nel paziente le cellule midollari responsabili delle anomalie con farmaci e radioterapia, ed una volta che queste sono scomparsi si iniettano nuove cellule staminali che dovrebbero permettere al midollo osseo di ricominciare a produrre le cellule sanguigne in maniera equilibrata.

La procedura con cui si effettua il trapianto di midollo osseo prevede che le cellule staminali vengano introdotte nell’organismo attraverso l’iniezione di queste per via endovenosa. Le cellule staminali del midollo osseo, una volta in circolazione nel sangue saranno in grado di raggrupparsi dove necessario e potranno cominciare a produrre le cellule mancanti.

Il trapianto di midollo osseo può essere di due tipi, a seconda che questo sia stato prelevato dallo stesso paziente, opportunamente trattato e poi reintrodotto nell’organismo, (trapianto autologo) oppure che esso provenga da un donatore (trapianto allogenico).

Nel secondo caso sono necessari opportuni esami affinchè il sistema immunitario sia in grado di tollerare ed accogliere le nuove cellule per evitare fenomeni di rigetto che, nel caso del midollo osseo può essere di due tipi: non solo infatti l’organismo ospitante può rigettare le cellule staminali iniettate, ma anche queste ultime possono a loro volta considerare estraneo l’organismo che le accoglie (GVHD, Graft Versus Host Disease, “Malattia del Trapianto contro l’Ospite”).

Commenti (4)

  1. Ha mio marito , 60 anni , è stato riscontrato un mieloma multiplo al 1 gennaio 2008. Trattato con talidomide e fatto due autotrapianti delle sue cellule staminali c’è stata la remissione fino a marzo di quest’anno dove dall’aspirato midollare si ripresentava di nuovo. Sottoposto a n. 6 cicli con Velcade – problemi di neuropatia – gli esami si sono sistemati ha la fortuna che l’unica sorella è compatibile per cui affronteremo il trapianto da donatore sano E POI ???????
    Aspetto con ansia un vostro riscontro. Grazie

  2. mio padre a 67 anni a un mieloma multiplo da 1 anno li anno proposto il trapianto ma 6 anni fa avuto un infarto e pericoloso cosa mi consigliate

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