Modus operandi dei pazienti affetti da Sindrome di Munchausen per procura

di Vito Verna

La Sindrome di Munchausen per procura è una patologia psicologica subdola e di difficile individuazione.

I classici modus operandi a disposizione del paziente affetto da Sindrome di Munchausen per procura sono essenzialmente 2:

– abusare fisicamente del figlio fino ad indurre l’insorgenza di una vera e propria patologia

– distorcere i sintomi presentati dal figlio affinché appaiano più gravi di quanto in realtà siano e descrivendo, dunque, patologie inesistenti o delle quali la vittima in realtà non soffre.


Nel primo caso, quello più terribile dei due, le caratteristiche della Sindrome di Munchausen per procura fanno si che la madre agisca in modo che, alla lunga, il figlio o i figli sviluppino una vera e propria malattia, difficile da diagnosticare per la presenza di sintomi discordanti o attinenti alla sintomatologia di più d’una patologia ed impossibile da curare per l’azione dannosa perpetrata costantemente dal paziente.

In questa situazione la madre o il padre agiscono:

– infettando il figlio facendolo entrare in contatto con feci o urina

– avvelenando il figlio con veleno per topi, arsenico, lassativi, insulina, tranquillanti o sovradosando comuni alimenti (zucchero, sale, pepe, oli)

– ferendo e pungendo il figlio con vari strumenti contundenti (spilli, coltelli e altri)

– soffocando il figlio con cuscini o simili- inducendo attacchi epilettici o stati di incoscienza.

Nel secondo caso, invece, la madre o il padre si limitano a falsificare o ad alterare i risultati degli esami medici e/o la storia clinica del “malato”.

Sebbene, dunque, il figlio non sia davvero malato, il medico lo sottopone ad una serie di accertamenti medici, anche pericolosi, per rendere conto di risultati clinici continuamente discordanti ed incomprensibili.

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