Infertilità fattore di rischio per il tumore alla prostata

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Un nuovo studio suggerisce che l’infertilità maschile può essere un segnale di rischio più elevato di cancro alla prostata aggressivo.
I risultati, pubblicati sulla rivista Cancer, si aggiungono a quelli di precedenti studi e ricerche che identificano nell’infertilità un importante fattore di rischio per problemi alla salute, e ribadiscono come gli uomini con questa specifica condizione dovrebbero esser strettamente monitorati, soprattutto in età adulta avanzata.
La ricerca ha monitorato 22.562 uomini in cura per problemi di infertilità tra il 1967 ed il 1998. Utilizzando modelli matematici i ricercatori dell’Università della California a San Diego hanno verificato che gli uomini con diagnosi di infertilità risultano avere una probabilità tre volte superiore di sviluppare il tumore alla prostata aggressivo, rispetto alla popolazione maschile in media.

Farmaco specifico contro i dolori mestruali in fase di test

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Una compagnia farmaceutica britannica sta cercando di sviluppare un farmaco specifico per combattere la dismenorrea, termine con il quale vengono identificati i dolori mestruali.
Il farmaco sperimentale, denominato VA111913, è attualmente giunto al secondo livello clinico di sperimentazione, come hanno illustrato i ricercatori in occasione del meeting annuale della American Chemical Society statunitense.

Attualmente i dolori mestruali vengono trattati con antinfiammatori ed antidolorifici, che però non sono stati studiati specificamente per questo scopo, anche se procurano sollievo e riduzione dei dolori.

Dismenorrea

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Dismenorrea è il termine con il quale si indicano i dolori che occorrono durante il periodo mestruale.
E’ un sintomo molto comune, che si verifica, si stima, in circa la metà della popolazione femminile, e che si manifesta come un dolore sordo e molto intenso che si verifica nel basso addome e si irradia verso la parte bassa della schiena e sulle cosce.
E’ un malessere che si può verificare in tutte le età della donna, e se per qualcuna il dolore è contenibile e non impedisce lo svolgimento delle attività quotidiane, per altre il male è così intenso da impedirle.
La medicina divide la dismenorrea in due diverse tipologie: primaria, quando occorre senza che vi siano anomalie nell’organismo, e secondaria quando invece i dolori sono la conseguenza di qualche disturbo ginecologico.

Essere madri allontana il rischio di suicidio

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Una recente ricerca condotta a Taiwan, su circa un milione di donne ha rivelato come la maternità è uno dei più grossi ostacoli per il suicidio, e che più è alto il numero dei bambini cui la madre accudisce, meno alto è il rischio che essa possa commettere un suicidio.
Un fenomeno che empiricamente si conosceva già, ma che il recente studio contribuisce a rendere ancora più evidente.

E’ chiaro che una madre, emotivamente coinvolta nella crescita di un bambino sia meno portata al suicidio, e tale fenomeno, grazie al recente studio condotto in Asia, è equivalente anche in altre parti del mondo e non solo in occidente.

Vitamina D carente nei bambini

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Secondo un nuovo studio comparso sulla rivista Pediatrics, pochi sono i bambini che attualmente risultano avere la giusta quantità di vitamina D al momento della nascita.
Se fino a qualche anno fa medici e scienziati pensavano che un apporto di vitamina D di 200 UI al giorno fosse più che sufficiente, oggi si pensa invece che tale apporto dovrebbe arrivare alle 400 UI, almeno secondo quanto stabilito dalla American Society of Pediatrics.
La vitamina D rafforza le ossa ed il sistema immunitario e sembra anche avere un ruolo importante nella prevenzione del diabete di tipo I e di malattie cardiache e tumori.

Grassi polinsaturi i migliori per la salute del cuore

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Sostituire i grassi saturi con grassi più sani riduce il rischio di malattie cardiache di un quinto. Lo affermano studiosi statunitensi della Harvard Medical School, che hanno recentemente pubblicato un report che analizzava otto recenti studi, che, presi nel loro insieme, coinvolgevano un campione di 13.000 persone.
Un ulteriore prova dunque che conferma come i grassi polinsaturi, presenti in alcuni oli vegetali e nei pesci, sono utili a ridurre la presenza del cosiddetto colesterolo cattivo, quello responsabile dell’accumulo di placche sulle pareti delle arterie che possono alla lunga causare problemi al flusso del sangue.

Ridurre il sale nei cibi, un’obiettivo per le industrie alimentari

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La lotta che Michelle Obama ha intrapreso contro la diffusione dell’obesità tra gli adolescenti e la popolazione americana in generale sembra aver ottenuto i primi risultati sul fronte della sensibilizzazione delle industrie alimentari. Così in questi giorni si è appreso che l’azienda alimentare Kraft, tra le più potenti multinazionali del settore, sta prendendo in considerazione un progetto che dovrebbe andare a ridurre il sale del 10% nei suoi prodotti entro i prossimi 2 anni.
Può sembrare poco, ma una recente ricerca, pubblicata su Annals of Internal Medicine, ha appurato che una riduzione di tale dimensione su scala nazionale ridurrebbe in quel paese di circa 32 milioni di dollari i costi per la salute.
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