Pubblicato un atlante sulla diffusione della malaria nel mondo

di Luca Bruno

Pubblicato un atlante della diffusione del principale parassita che provoca la malaria, e valutati gli effetti di insetticidi e campagne di disinfestazione delle zanzare, il principale vettore di infezione.

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3 miliardi di persone, ovvero due quinti della popolazione mondiale sono stati a rischio di contrarre la malaria nel 2009 secondo due recenti relazioni pubblicate dagli esperti nel settore.
Il primo dei due studi, pubblicato su PLoS Neglected Tropical Diseases, ha tracciato la diffusione geografica del plasmodium vivax, uno dei più noti parassiti che causano la malaria, utilizzando dati che segnalavano i casi di malaria nel mondo ed incrociandoli con dati riferiti al clima generale.

I ricercatori hanno in questo modo stimato in 2,85 miliardi le persone a rischio di infezione, dei quali il 91% risiede nei paesi dell’Asia centrale e del Sud Est asiatico.

Il plasmodium vivax, ribadiscono i ricercatori, resta il più diffuso parassita della malaria umana, anche dopo un secolo di studi e di interventi sanitari.

Le probabilità di infezione da questo parassita risultano più basse nel continente africano, a causa di una caratteristica genetica che sembra proteggere le popolazioni locali.

La trasmissione del parassita tuttavia si verifica con frequenza anche in Africa, e resta una seria preoccupazione soprattutto per i viaggiatori e per coloro che non presentano le caratteristiche genetiche protettive.

Nel 2008, continua lo studio, ci sono stati 247 milioni casi di malaria in tutto il mondo e quasi un milione di morti, soprattutto tra i bambini.

Realizzare un atlante con la diffusione del parassita è di grande aiuto nel realizzare efficaci piani di intervento per debellare il male o ridurne almeno la persistenza.

Il parassita che si trova sulle femmine della zanzara anofele è molto sensibile a fattori ambientali: basse temperature per esempio ritardano lo sviluppo del parassita, ed è quindi evidente che l’innalzamento della temperatura climatica e l’aridità sono sue fattori di rischio da tenere ben presenti nei programmi di lotta alla malaria.

Il secondo articolo, apparso su PloS Medicine, ha invece verificato come insetticidi ed agenti chimici non sono stati fino ad oggi in grado di bloccare il ciclo di trasmissione del plasmodium falciparum, un altro parassita che causa forme di malaria endemica in Africa e nel Pacifico.

Quest’ultimo è considerato il più pericoloso vettore della malaria, perchè provoca il più alto tasso di complicazioni e decessi.

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