Gravidanza: errato il consiglio “mangia per due”

di Luca Bruno

Ci sono diverse prove mediche che confermano il fatto che le donne in gravidanza non ovrebbero ascoltare il famoso consiglio “Devi mangiare per due”.

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Ci sono diverse prove mediche che confermano il fatto che le donne in gravidanza non dovrebbero ascoltare il famoso, ed errato, consiglio: “Devi mangiare per due”.

Uno studio condotto da Alison Stuebe assistente alla cattedra di Ostetricia e Ginecologia presso l’Università del North Carolina, e pubblicato nella versione online del Journal of Ostetricia and Ginecologia, ha infatti esaminato dati su più di 1300 donne, riscontrando che quelle che avevano immagazzinato calorie in eccesso, per esempio attraverso alimenti come i cibi fritti ed i prodotti lattiero-caseari, hanno avuto maggiori probabilità di superare l’aumento di peso consigliato per le donne che entrano in gravidanza.

Troppo peso in più può essere collegato a diverse complicazioni al momento del parto, come la preeclampsia, una delle sindromi da ipertensione in gravidanza, oppure la necessità di dover operare con il taglio cesareo, ed il rischio, in futuro, che sia la mamma che il bimbo potrebbero avere problemi di obesità.

Le abitudini alimentari sono uno dei fattori più importanti per evitare di prendere troppi chili: per esempio le donne che applicano una dieta vegetariana nei primi mesi di gravidanza hanno ridotto della metà il rischio di prendere chili di troppo, mentre coloro che praticano esercizio fisico la riducono del 20%. I ricercatori hanno anche scoperto che consumando più grassi monoinsaturi, come l’olio di oliva, si evitava di accumulare peso in eccesso.

Tra i maggiori rischi invece troviamo il consumo di cibi fritti, che, se consumati una volta al giorno aumentano le probabilità di un eccessivo accumulo di grasso di almeno 4 volte, e dei prodotti lattiero-caseari, che proprio lo studio ha indicato come tra i maggiori responsabili, anche per quei prodotti realizzati con latte scremato.

Lo studio è ancora in corso su due ulteriori linee guida: da una parte studiare se le donne che vengono informate su queste problematiche hanno in percentuale un aumento di peso salutare e nella giusta misura rispetto a quelle che non lo sono, e dall’altra seguire i bambini fino al settimo anno per monitorare cosa accade riguardo a peso corporeo e salute .

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