Dipendenza da nicotina

di Luca Bruno

La dipendenza dal tabacco non è solo psicologica ma prima di tutto fisica, come per altre sostanze.

cigarette

Sebbene fossero informazioni conosciute sin dagli anni ’60 del 1900 dagli industriali del tabacco è solo nel 1988 che anche la medicina ufficiale ha finalmente dichiarato che la nicotina è una sostanza che provoca dipendenza.
Tale ritardo che intercorre nella pubblicazione dei dati in possesso delle aziende produttrici di tabacco e le tardive ammissioni della medicina ufficiale purtroppo è da attribuirsi essenzialmente a motivi di carattere economico e di profitto, con la conseguenza che oggi il tabagismo è una delle più diffuse e dannose forme di dipendenza in tutto il pianeta.

Il tabagismo non è solo un fenomeno di dipendenza, psicologica e fisica, ma è anche responsabile di tantissimi problemi a carico della salute, tra i quali pericolose forme tumorali a carico dell’apparato respiratorio, irritazione delle vie respiratorie, aumento della produzione del muco, bronchiti, per non parlare dei pericoli dovuti all’aumento della pressione arteriosa e di tutta una serie di altri danni che il fumatore abituale può provocare al suo organismo e, putroppo, anche a coloro che gli sono vicini.

La nicotina in se e per se non è assolutamente uno degli “ingredienti” più pericolosi presenti nel tabacco, ce ne sono infatti molti altri il cui effetto nell’organismo è sicuramente più pericoloso e dannoso. L’elenco è veramente lungo: si parla, nel fumo di sigaretta, di migliaia di sostanze, alcune, come gli idrocarburi aromatici policiclici, il benzopirene, il benzoantracene sono cancerogene, altre semplicemente irritanti, come l’ammoniaca, o l’acido cianidrico. Vi è poi l’assunzione di monossido di carbonio che si lega all’emoglobina del sangue al posto dell’ossigeno, riducendo quindi l’apporto di questo all’organismo.
Se la nicotina è la meno pericolosa tra le sostanze essa però è la responsabile primaria della dipendenza.
Fisicamente la nicotina è un alcaloide presente nella pianta del tabacco in tutte le sue parti ma concentrato prevalentemente nelle foglie.
Appena assunta attraverso il fumo la nicotina viene assorbita e fatta penetrare nel sangue dai polmoni, in questo modo, in pochi secondi essa giunge al cervello.
Qui la nicotina stimola in particolar modo i neuroni di quella zona del cervello responsabile del cosiddetto “sistema di ricompensa”, che risponde producendo dopamina, una molecola che funziona da neurotrasmettitore, responsabile non solo del senso di benessere e di piacere che proviamo di fronte a certi stimoli, esperienze e sensazioni, ma anche del fatto di spingere l’organismo ad attuare in futuro comportamenti tali da ricercare e replicare tali sensazioni. Per esempio la dopamina viene rilasciata anche come stimolante nel rapporto sessuale.
E’ chiaro dunque che è proprio il fisico a richiedere la nicotina, al di là dei fattori psicologici che possono intercorrere, ed è per questo motivo che la nicotina è stata dichiarata sostanza che crea dipendenza alla stregua di altre, come la cocaina o l’eroina.
Per stabilire in maniera empirica il proprio grado di dipendenza si può ricorrere al Test di Fagerström che è in grado verificare il grado di dipendenza dalla nicotina, ed è costituito da una serie di domande molto semplici con valutazione finale del risultato.

Commenti (16)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>