Tatuaggi: le best practices per prendersene cura

Sempre più persone scelgono di ornare il proprio corpo con un tatuaggio.

Oggi questa pratica si è diffusa ancora di più grazie agli influencer e a Instagram, che mostrano tipologie di tatuaggi sempre nuovi, diventando il desiderio di giovani e adulti. Ma decidere di fare un tatuaggio non è una decisione che va presa a cuor leggero, sia perché si tratta di qualcosa che rimarrà per sempre impresso sulla pelle, sia per la cura e l’attenzione che ci si deve dedicare perché resti bello e intatto nel tempo.

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Il tatuaggio è una scelta che va ponderata

Prima di sottoporsi alla procedura per farsi fare un tatuaggio, è bene accertarsi prima che il tatuatore scelto rispetti le norme stabilite dalla legge in fatto di igiene e sicurezza. Fare un tatuaggio, infatti, significa lesionare in tutto e per tutto la propria pelle, provocando una vera ferita sul derma, tanto che spesso avviene anche la fuoriuscita di sangue e, conseguentemente, la formazione di una crosticina.

Proprio perché si tratta di una ferita, oltre ad essere sicuri di aver scelto un tatuatore serio ed esperto, è il caso di premunirsi anche contro possibili reazioni allergiche. Entrare in contatto con l’inchiostro di un tatuaggio non è cosa di tutti giorni e difficilmente si può prevedere un effetto collaterale. Per ovviare a questo problema, prima che la situazione diventi grave, è possibile chiedere al tatuatore di disegnare con l’ago un minuscolo puntino di inchiostro in una zona non visibile del corpo. In questo modo si saprà in anticipo se l’organismo reagisce male al tatuaggio, risparmiando denaro, tempo e, soprattutto, una gita al pronto soccorso.

Prendersi cura del tatuaggio

Per far sì che il tatuaggio non si rovini nel corso del tempo e che rimanga sempre vivido e lineare, occorre fare molta attenzione seguendo alcune importanti pratiche.

Pensare, infatti, che una volta fatto, il tatuaggio resti sempre lì come appena realizzato, è un atteggiamento imprudente e rischia di trasformarlo in un mero spreco di soldi. Le scottature del sole, la pelle secca in inverno e persino la perdita o l’aumento di peso, possono giocare brutti scherzi al tatuaggio, facendolo sbiadire o modificando completamente i lineamenti del disegno. Ecco perché occorre seguire poche importanti best practices per prendersi cura del proprio tattoo.

Una volta conclusa l’operazione di disegno, il tatuatore applicherà una pellicola protettiva intorno al tatuaggio. Questa pellicola non deve essere rimossa prima di 2 o 3 ore dalla realizzazione del disegno, per impedire a polvere o sporco di penetrare all’interno della ferita.

Il tatuaggio va, poi, lavato con un detergente apposito o con un sapone dal pH neutro (come il sapone di marsiglia) e delicatamente asciugato con carta assorbente. Dopodiché è necessario applicare nuovamente la pellicola per circa tre giorni consecutivi.

Una volta rimossa la pellicola, bisogna continuare a detergere quotidianamente il tatuaggio e applicare una crema per promuoverne la corretta guarigione e far sì che si formino delle crosticine che cadranno da sole. Tra le più consigliate c’è la crema Dulac, che agisce delicatamente sul tatuaggio, aiutando la cicatrizzazione.

Altre cose da tenere a mente

Per diventare dei veri esperti di mantenimento dei tatuaggi, così da consigliare anche ai vostri amici quali sono le migliori pratiche da seguire, occorre aggiungere qualche altra informazione. Subito dopo essersi tatuati bisogna stare lontani dagli animali, anche quelli domestici, perché i peli potrebbero provocare una reazione allergica attraverso la ferita, nonostante si abbia la pellicola di protezione. Inoltre, evitare di scottarsi proprio sul punto del disegno è utile a mantenere il colore vivido e pieno e, soprattutto, idratare in continuazione la zona interessata è il modo migliore di prendersi cura del proprio tatuaggio.

11 commenti su “Tatuaggi: le best practices per prendersene cura”

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