Le sigarette light renono più difficile smettere di fumare

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Gli esperti sanno da tempo che le sigarette “a basso contenuto di catrame” e “lightnon sono più sane rispetto alle sigarette normali, ed una nuova ricerca pubblicata in questi giorni per la rivista Tobacco Control, rivela un nuovo aspetto che rende le presunte sigarette leggere altrettanto dannose delle altre: sembra infatti che chi passa alle sigarette light più difficilmente smetterà di fumare.
I ricercatori dell’Università di Pittsburgh autori della ricerca, hanno esaminato i risultati di un sondaggio condotto nel 2003 su 30,800 persone negli Stati Uniti fumatori nell’anno precedente.

Sintomi attacco di bile

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I calcoli biliari sono piccoli granuli di materia che si sviluppano nella cistifellea, la grande ghiandola che si trova a fianco del fegato che ha il compito di contenere e secernere all’occorrenza la bile per aiutare l’intestino nel processo digestivo.
La bile è una sostanza composta da acqua, colesterolo, grassi, sali biliari, proteine e bilirubina (che da il caratteristico colore giallo-marrone alla bile ed alle feci) come materia di scarto.
Quando nella bile si presentano in alta quantità sia colesterolo che bilirubina, queste sostanze possono indurirsi formando dei granuli.

Un mini microscopio per studiare le cellule cerebrali

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Una delle domande finora rimaste senza risposta per gli scienziati è il modo in cui lavora il cervello quando ci spostiamo liberamente nello spazio, quali sono le cellule che vengono azionate ed in che modo esse si associano ed organizzano le informazioni che renderanno in futuro più facile per noi orientarci nello stesso ambiente di cui abbiamo memorizzato le caratteristiche attraverso gli imput sensoriali che al nostro cervello giungono da occhi, orecchie, olfatto, tatto e senso dell’equilibrio.
Fino ad oggi tale studio era stato reso possibile applicando sperimentalmente elettrodi sul capo del soggetto osservato, fosse esso uomo o animale che però era obbligato a restare immobile.

Le case calde hanno migliorato la salute della popolazione

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Una casa calda è una garanzia di salute migliore. Lo affermano i ricercatori del Medical Research Council’s and Public Health Sciences Unit a Glasgow in Scozia, che hanno compiuto una corposa ricerca su diversi studi effettuati in un largo arco temporale, dal 1930 al 2007, che indicavano quali sono stati i miglioramenti a livello di salute generale della popolazione mano a mano che le abitazioni hanno cominciato ad avere un riscaldamento adeguato.

Fumare in gravidanza associato a disturbi comportamentali nel bambino

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Un recente studio di ricercatori americani e britannici ha rilevato una forte percentuale di bambini con problemi comportamentali tra le donne che fumano durante la gravidanza.
La ricerca, sviluppata tra diverse università britanniche e statunitensi e pubblicata sulla rivista Journal of Epidemiology and Community Health, è il frutto dell’esame di una grande mole di dati, un campione di 14.000 coppie di madri e bambini nati tra il 2000 ed il 2001 in Inghilterra.
Le madri fumatrici sono state raggruppate in due gruppi, classificate in fumatrici leggere o forti fumatrici a secondo del numero di sigarette fumate durante il giorno nel periodo della gravidanza.

Dipendenza da Internet

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Se l’uso di Internet è diventato ormai comune tra le nuove generazioni, in molti cominciano ad osservare con crescente preoccupazione l’insorgere di una forma di dipendenza da Internet che potrebbe su un medio lungo termine arrivare a definire un vero e proprio disturbo.
La maggior parte delle persone sono in grado di integrare il tempo trascorso on-line nella loro vita in maniera sana ed equilibrata, qualcuno è invece a rischio di sviluppare una forte dipendenza che spesso si manifesta con l’aumento eccessivo del tempo trascorso online e che va a sostituirsi o sovrapporsi agli impegni lavorativi e scolastici, ed alle relazioni con amici e famigliari.

Sodio e dolcificanti artificiali influiscono sulla funzione renale

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Una dieta ad alto contenuto di sodio e bevande dolcificate favorisce il declino della funzione renale. E’ quanto sostengono due recenti studi realizzati da ricercatori statunitensi del Brigham and Women’s Hospital di Boston.
Il primo dei due studi è stato compiuto su un campione di circa 3000 donne coinvolte in un monitoraggio a livello nazionale, il Nurses Health Study: le donne sono risultate avere un rischio praticamente raddoppiato di rapido declino delle funzioni renali quando aumentavano il livello di sodio assunto durante la dieta. Cosa che tra l’altro recenti studi avevano già osservato accadere su animali da laboratorio.
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