Trattamento per combattere l’allergia alle arachidi

di Luca Bruno

Un gruppo di 21 bambini è stato efficacemente sottoposto ad un trattamento per ridurre l'incidenza di reazioni allergiche provocate dalle arachidi.

arachidi

HealthDay riporta oggi che c’è una speranza all’orizzonte per quei bambini che soffrono di allergia alle arachidi: secondo un recente studio pilota, realizzato da ricercatori dell’ospedale universitario di Cambridge, un gruppo di 21 bambini è stato efficacemente sottoposto ad un trattamento per ridurre l’incidenza di reazioni allergiche provocate dalle arachidi.
Le allergie alle arachidi normalmente si manifestano con sintomi assai seri, come insufficienza respiratoria, asma, costrizione delle vie respiratorie, prurito e gonfiori nel corpo.
Il 10 per cento dei bambini che soffrono di allergia alle arachidi poi sono a forte rischio di shock anafilattico, che può anche rivelarsi mortale.
La sensibilità alle arachidi molto raramente si riduce nel corso degli anni, e può quindi rimanere diminuisce nel corso del tempo, il che significa che il bambino non riuscirà mai a superare questo disturbo potenzialmente pericoloso.

L’esperimento effettuato, nel tentativo di desensibilizzare i bambini dall’allergia alle arachidi si è svolo in un modo piuttosto semplice, che potrebbe in futuro essere anche applicato su altri tipi di fenomeni allergici.

In pratica i ricercatori hanno somministrato ai bambini circa 1 milligrammo di arachidi al giorno, dose che è poi stata aumentata gradatamente due volte a settimana finchè i bambini sono risultati capaci di assumere l’equivalente di 5 noccioline al giorno.

I bambini sono poi stati mantenuti al regime giornaliero ancora per un periodo di sei settimane. Secondo i ricercatori rari sono stati i casi di manifestazioni allergiche, ad eccezione di qualche rush cutaneo alla bocca e qualche dolore addominale.

I risultati dello studio hanno rilevato che il 91 per cento dei bambini sono stati in grado di consumare almeno cinque noccioline al giorno, senza manifestare alcuna reazione allergica. Solo due non sono riusciti nell’intento: uno non è andato oltre la dose di due noccioline al giorno mentre il secondo ha abbandonato lo studio anzitempo.

Al follow-up, a distanza di sei mesi, i 19 bambini erano in grado di consumare 12 noccioline al giorno, e, dopo un anno, erano in grado di tollerare 32 arachidi.

Per le famiglie dei bambini che hanno partecipato all’esperimento i risultati sono stati consolanti, perchè significano meno rischi nell’acquisto di determinati cibi e meno paure di improvvisi attacchi allergici.

I ricercatori accompagnano la loro ricerca, presentata recentemente al convegno annuale della American Association for the Advancement of Science, ribadendo che si tratta di una procedura sperimentale, da realizzarsi solo in ambito di ricerca e di non sperimentare a casa senza diretto controllo medico.

Tante infatti sono ancora le incognite di questo trattamento, tra le quali il periodo di tempo necessario perchè si riesca a ridurre significativamente e per lungo tempo l’intolleranza alimentare.

Sono in questo senso già pronti nuovi esperimenti che nel prossimo futuro tenteranno di dare una risposta ai dubbi ed alle domande ed affineranno le modalità di un trattamento che potrebbe essere di grande aiuto per sconfiggere le allergie alimentari.

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