Ridurre l’ansia con la meditazione

di Alessandro Bombardieri Commenta

meditazione

Una recente ricerca effettuata dai ricercatori statunitensi del Wake Forest Baptist Medical Center (WFBMC) ha cercato di comprendere meglio il meccanismo per cui la meditazione risulta essere molto utile per ridurre l’ansia.


Il dottor Fadel Zeidan e i suoi colleghi del WFBMC hanno reclutato 15 volontari che soffrivano di ansia di intensità media, o a livelli definiti normali, non patologici, per sottoporli a un programma di meditazione Mindfulness (“consapevolezza”), che prevedeva quattro sessioni della durata di 20 minuti ciascuna. Durante questo periodo di training ai pazienti è stata insegnata la tecnica Mindfulness, che consiste nel concentrare l’attenzione sul momento presente e sul prendere consapevolezza del proprio respiro e delle sensazioni che il corpo trasmette.

SINTOMI ANSIA

Come spiegato dal dottor Fadel Zeidan, autore principale dello studio, con questa nuova ricerca gli esperti sono stati in grado di osservare quali aree del cervello sono state attivate e quali sono state disattivate durante la meditazione per combattere l’ansia. Secondo quanto emerso dagli esami condotti prima e dopo la “terapia”, la maggior parte dei partecipanti ha riportato una diminuzione nei livelli di ansia, in particolare l’ansia si era ridotta del 39%.

Nel momento in cui i volontari praticavano la meditazione Mindfulness si registrava un’attivazione della corteccia cingolata anteriore e la corteccia prefrontale ventromediale, le aree del cervello coinvolte nelle funzioni di livello esecutivo. Nel momento della meditazione vi era una maggiore attività nella corteccia prefrontale ventromediale, l’area del cervello che controlla la preoccupazione. Dopo un aumento dell’attività nella corteccia cingolata anteriore, l’area che governa il pensiero e l’emozione, l’ansia è diminuita.

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