
Un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università di Copenaghen, in Danimarca, ha scoperto che il mal di testa potrebbe anche modificare in maniera permanente la struttura del cervello.

Un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università di Copenaghen, in Danimarca, ha scoperto che il mal di testa potrebbe anche modificare in maniera permanente la struttura del cervello.
Quando si viene colpiti dal mal di testa il primo desiderio è quello di stare subito meglio ed ecco perché si assumono farmaci antidolorifici in modo tale da lenire il dolore di varia entità.
Attenzione però a non cedere a un uso smisurato proprio dei farmaci antalgici, gli stessi utili per trattare il mal di testa e che, per ironia della sorte, potrebbero addirittura peggiorarlo.
La riapertura delle scuole è imminente: ancora pochi giorni a milioni di bambini e ragazzi torneranno all’interno delle aule scolastiche. E con la riapertura della scuola si riaccende non solo la polemica sul peso degli zainetti ricolmi di libri da portare in classe, ma si riaccende il dibattito sull’uso corretto degli zainetti.

Un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università di East Anglia (UEA) ha scoperto un’altra proprietà molto interessante dei broccoli, già conosciuti per le loro capacità di contrastare i tumori.

Secondo un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università di Firenze, diretto dai dottori Massimo Stefani e Fiorella Casamenti e pubblicata su “PloS One”, l’olio extravergine d’oliva funziona da scudo contro l’invecchiamento, inoltre aiuta a prevenire Alzheimer e demenza senile.

Una ricerca effettuata dall’Università di Otago a Christchurch (UOC), in Nuova Zelanda, ha scoperto che mangiare due kiwi al giorno fa bene sia all’umore che alla salute, inoltre fornisce una grande energia.
Sembrerebbe la conferma di un luogo comune, ma in effetti è così: l’estate si conferma la stagione più attiva del calendario del sesso. Il motivo? Tutto biologico visto che la libido aumenta anche grazie alla maggiore presenza di luce che aumenta a suo volta la produzione di testosterone, l’ormone del desiderio.