Vietare il fumo al volante?

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Vietare il fumo anche nelle automobili, per ridurre l’esposizione al fumo passivo per bambini e giovani. Questo il senso di una nuova raccomandazione del Royal College of Physicians britannico, che vorrebbe una nuova regolamentazione in merito da parte delle autorità inglesi. Un dibattito acceso, quello del fumo in automobile, che vede da una parte schierati i medici, preoccupati per la salute e dall’altra le organizzazioni degli automobilisti, e quelle per i diritti dei fumatori, che vedono nella proposta un’intromissione troppo spinta in un luogo, l’automobile, che è considerata come uno spazio privato, e non un luogo pubblico.
Per sostenere la loro tesi i medici sostengono che il fumo passivo è il responsabile di circa 300.000 visite mediche in più all’anno per bambini, a causa di per problemi respiratori e polmonari, tra questi asma e meningite batterica.

Salutare un’ora al giorno di esercizio fisico moderato.

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Un’ora al giorno di esercizio fisico, anche di moderata intensità sono sufficienti per mantenere il peso nella norma e per impedire di guadagnare chili di troppo nella fase critica dell’invecchiamento.
Lo ribadisce un nuovo studio condotto negli Stati Uniti da ricercatori della Harvard Medical School di Boston e pubblicato sulla rivista medica Journal of the American Medical Association.
Per esercizio fisico moderato i ricercatori intendono attività semplici e naturali, come camminare, andare in bicicletta, ballare o intrattenersi a giocare con figli e nipoti.

Infertilità fattore di rischio per il tumore alla prostata

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Un nuovo studio suggerisce che l’infertilità maschile può essere un segnale di rischio più elevato di cancro alla prostata aggressivo.
I risultati, pubblicati sulla rivista Cancer, si aggiungono a quelli di precedenti studi e ricerche che identificano nell’infertilità un importante fattore di rischio per problemi alla salute, e ribadiscono come gli uomini con questa specifica condizione dovrebbero esser strettamente monitorati, soprattutto in età adulta avanzata.
La ricerca ha monitorato 22.562 uomini in cura per problemi di infertilità tra il 1967 ed il 1998. Utilizzando modelli matematici i ricercatori dell’Università della California a San Diego hanno verificato che gli uomini con diagnosi di infertilità risultano avere una probabilità tre volte superiore di sviluppare il tumore alla prostata aggressivo, rispetto alla popolazione maschile in media.

Farmaco specifico contro i dolori mestruali in fase di test

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Una compagnia farmaceutica britannica sta cercando di sviluppare un farmaco specifico per combattere la dismenorrea, termine con il quale vengono identificati i dolori mestruali.
Il farmaco sperimentale, denominato VA111913, è attualmente giunto al secondo livello clinico di sperimentazione, come hanno illustrato i ricercatori in occasione del meeting annuale della American Chemical Society statunitense.

Attualmente i dolori mestruali vengono trattati con antinfiammatori ed antidolorifici, che però non sono stati studiati specificamente per questo scopo, anche se procurano sollievo e riduzione dei dolori.

Dismenorrea

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Dismenorrea è il termine con il quale si indicano i dolori che occorrono durante il periodo mestruale.
E’ un sintomo molto comune, che si verifica, si stima, in circa la metà della popolazione femminile, e che si manifesta come un dolore sordo e molto intenso che si verifica nel basso addome e si irradia verso la parte bassa della schiena e sulle cosce.
E’ un malessere che si può verificare in tutte le età della donna, e se per qualcuna il dolore è contenibile e non impedisce lo svolgimento delle attività quotidiane, per altre il male è così intenso da impedirle.
La medicina divide la dismenorrea in due diverse tipologie: primaria, quando occorre senza che vi siano anomalie nell’organismo, e secondaria quando invece i dolori sono la conseguenza di qualche disturbo ginecologico.

Essere madri allontana il rischio di suicidio

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Una recente ricerca condotta a Taiwan, su circa un milione di donne ha rivelato come la maternità è uno dei più grossi ostacoli per il suicidio, e che più è alto il numero dei bambini cui la madre accudisce, meno alto è il rischio che essa possa commettere un suicidio.
Un fenomeno che empiricamente si conosceva già, ma che il recente studio contribuisce a rendere ancora più evidente.

E’ chiaro che una madre, emotivamente coinvolta nella crescita di un bambino sia meno portata al suicidio, e tale fenomeno, grazie al recente studio condotto in Asia, è equivalente anche in altre parti del mondo e non solo in occidente.

Vitamina D carente nei bambini

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Secondo un nuovo studio comparso sulla rivista Pediatrics, pochi sono i bambini che attualmente risultano avere la giusta quantità di vitamina D al momento della nascita.
Se fino a qualche anno fa medici e scienziati pensavano che un apporto di vitamina D di 200 UI al giorno fosse più che sufficiente, oggi si pensa invece che tale apporto dovrebbe arrivare alle 400 UI, almeno secondo quanto stabilito dalla American Society of Pediatrics.
La vitamina D rafforza le ossa ed il sistema immunitario e sembra anche avere un ruolo importante nella prevenzione del diabete di tipo I e di malattie cardiache e tumori.
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