Poca vitamina D peggiora l’asma

di Luca Bruno

Gli asmatici con alti livelli di vitamina D presentano una migliore funzione polmonare e rispondono meglio ai trattamenti medici rispetto ai pazienti asmatici con bassi livelli di vitamina D.

integratori

Ricercatori statunitensi presso il National Jewish Health di Denver hanno scoperto che gli asmatici con alti livelli di vitamina D presentano una migliore funzione polmonare e rispondono meglio ai trattamenti medici rispetto ai pazienti asmatici con bassi livelli di vitamina D.
Sebbene il motivo di ciò non sia ancora del tutto chiaro, gli scienziati suggeriscono che la vitamina D possa agire come modificatore del sistema immunitario, oppure come modificatore della risposta agli steroidi, attualmente la terapia utilizzata per ridurre gli effetti dell’asma.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Journal of Respiratory and Critical Care Medicine illustra i dati dello studio realizzato su un campione di 54 asmatici dei quali è stata valutata la funzionalità delle Le persone con bassi livelli di vitamina D nel sangue hanno fornito, alla fine della sperimentazione, dati peggiori rispetto al gruppo con alti livelli della vitamina.

In quelli con i livelli di vitamina sotto i 30 nanogrammi per millilitro (ng / ml), l’iperreattività delle vie aeree è quasi raddoppiata. I bassi livelli di questa sono stati associati all’aumento della produzione di citochine pro-infiammatorie, denominate TNF-alfa.

Più i partecipanti erano obesi, più risultavano bassi i livelli di vitamina D ha inoltre verificato lo studio, confermando così l’associazione evidente tra asma ed obesità.

E ‘anche noto che i glucocorticoidi (steroidi) utilizzati nelle terapie aumentano il consumo di vitamina D, un circolo vizioso dunque che espone i pazienti asmatici ad un rischio maggiore di carenza di questa, peggiorando di conseguenza i sintomi del male.

Lo studio potrebbe suggerire che esiste una via terapeutica per gli asmatici consistente nel fornire loro la vitamina D attraverso integratori, anche se fino ad ora non si sa se effettivamente tale procedura potrebbe funzionare.

Le raccomandazioni correnti, secondo il National Institutes of Health statunitense stabiliscono per integratori di vitamina D per gli adulti è di 400 UI a 600 UI, a seconda dell’età (Unità Internazionali è l’unità di dosaggio attualmente utilizzata).

Ma, secondo i ricercatori, è evidente che nelle persone obese tali quantità dovrebbero essere ancora superiori, fino ad un minimo di 1.400 e fino a 2.000 UI al giorno, anche perchè il grasso in eccesso “sequestra” la vitamina.

Il Dr. Michael F. Holick, direttore del Vitamin D, Skin and Bone Research Laboratory presso la Boston University School of Medicine ha dichiarato in merito che si potrebbero anche somministrare fino a 10.000 UI al giorno, senza tenere conto di eventuali tossicità collaterali.

Fonte HealthFinder

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