Asma, forte legame tra variazioni genetiche ed ambiente

di Luca Bruno

S fattori genetici sembrano avere sì un ruolo importante ma spesso a sua volta dipendente da altri fattori, tra i quali determinate condizioni ambientali.

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Nonostante i progressi compiuti nell’identificazione di geni che possono essere associati all’insorgere dell’asma, la malattia è più complessa di quanto ci si aspetta, ed i fattori genetici sembrano avere sì un ruolo importante ma spesso a sua volta dipendente da altri fattori, tra i quali determinate condizioni ambientali.
Secondo la relazione presentata da un esperto durante l’annuale riunione dell’American College of Allergy, Asthma and Immunology, 39 geni sono stati individuati da diversi studi come avere un’influenza sullo sviluppo dell’asma. Il problema è che per ognuno di questi geni sono stati realizzati altrettanti studi che invece non riuscivano a dimostrare un’associazione così certa.

Da ciò i ricercatori deducono che l’effetto delle variazioni genetiche individuate come avere un effetto scatenante di forme allergiche tra le quali l’asma non è semplice e diretto.

Le varianti genetiche associate con l’asma cioè non presentano lo stesso grado di rischio per tutte le persone.

La maggior parte di esse sembrano agire piuttosto in base a determinate condizioni ambientali, rendendo alcuni soggetti più o meno a rischio.

Addirittura una variazione genetica può avere un effetto protettivo in alcuni casi mentre in altri può rivelarsi invece un fattore di rischio. Per esempio il gene denominato CD14: le persone con una variante di questo gene esposti ad elevati livelli di endotossine prodotte dai batteri, sono protetti dallo sviluppo di una reazione allergica, mentre la stessa variazione dello stesso gene in persone che vivono in ambienti dove sono esposti a bassi livelli di endotossine risulta essere un fattore di rischio nello sviluppo di allergie.

Sicuramente l’esposizione a determinate condizioni ambientali, come inquinamento, fumo passivo o la presenza di infezioni virali aumentano il rischio di contrarre l’asma.

Combinando le informazioni sui marcatori genetici e sulle condizioni ambientali dunque i medici potrebbero essere in futuro in grado di indicare con precisione quali potrebbero essere i bambini più a rischio.

I medici non potranno però essere in grado di predire alla nascita quali saranno i bambini affetti da asma, ma piuttosto quali di questi, presente una particolare variazione genetica, potrebbero essere maggiormente a rischio in determinati ambienti.

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