Liberalizzazioni farmaci di fascia C

di Vito Verna 2

Liberalizzazione dei farmaci di fascia C e delle aperture di nuovi esercizi commerciali consentiranno, al cittadino/consumatore, di ottenere innumerevoli vantaggi commerciali grazie al ribasso dei prezzi che subiranno i medicinali.

La manovra salva-Italia, approvata nel tardo pomeriggio di domenica e della quale, da alcuni giorni a questa parte, non si fa altro che parlare nei più diversi contesti, contiene un ampio capitolo dedicato alle liberalizzazioni, ovverosia alla deregolamentazione di uno specifico settore od attività commerciale, tra cui figurano quelle a carico delle farmacie, delle parafarmacie, delle aziende farmaceutiche e, più in generale, di tutto quanto riguardi il mondo dei farmaci e dei rimedi terapeutici in genere.

La maggiore libertà concessa al settore, che ha fortemente indispettito l’AIFA  (Agenzia Italiana del FArmaco) sia poiché, così facendo, si riduce il controllo su una questione che, invece, dovrebbe ricevere le maggiori attenzioni del caso sia perché, commercialmente parlando, vi sarà una frammentazione dell’attività che, pur essendo gradita ai nuovi potrebbe dimezzare i guadagni dei vecchi, consentirà, virtualmente a chiunque, di vendere, senza alcuna autorizzazione particolare, i farmaci di fascia C, ovverosia quei farmaci, a carico del cittadino, acquistabili, però, solamente dietro presentazione di prescrizione medica.

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Il vantaggio, per il consumatore, sarà decisamente notevole giacché, come facilmente intuibile, la maggiore concorrenza tra farmacie, parafarmacie, eventualmente supermercati, farmaci equivalenti e non, consentirà, naturalmente, un livellamento dei prezzi al ribasso garantendo, di conseguenza, una maggiore possibilità di scelta al cittadino che, dunque, potrà sempre trovare la soluzione ideale al prezzo più conveniente.

Inoltre, come se ciò non bastasse, vi sarà la liberalizzazione delle aperture di nuovi esercizi commerciali così che, grazie al provvedimento appena approvato, si potrà trovare sul territorio una farmacia ogni 4.000 abitanti e non già, come oggi avviene, ogni 10.000.

Commenti (2)

  1. Mi dispiace contraddire l’articolo, ma attualmente le farmacie sono gia’ una ogni 4000 abitanti (oppure una ogni 5000 nei piccoli comuni) e non una ogni 10000 abitanti come avete scritto.

    Inoltre nel decreto Monti non si fa riferimento all’apertura di nuove farmacie. Vi chiederei di essere maggiormente precisi per fornire un’informazione corretta.

  2. In Toscana con la possibilità di avere proiezioni farmaceutiche siamo in alcune zone a livelli di 1 farmacia ogni 2000 abitanti. Le liberalizzazioni fanno aumentare i prezzi da noi e arricchiscono solo pochi noti allargando la forbice.

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