Unione diabete, fumo e obesità: rischia il cervello

di Vito Verna

Diabete, ipertensione e obesità metterebbero a serio rischio il cervello, che si deteriorerebbe decisamente più velocemente.

Una ricerca pubblicata in questi giorni sull’autorevolissima rivista scientifica Neurology, pubblicata mensilmente dall’American Academy of Neurology, lascia emergere le sconcertanti conclusioni alle quali sarebbero giunti gli studiosi dell’Università della California guidati da Charles de Carli dopo dieci anni di indagini sui rischi correlati a ipertensione, fumo, diabete ed obesità.

Definiamo sconcertanti questi risultati poiché lascerebbero intendere che codeste malattie, derivate in massima parte non già da veri e propri disagi clinici ma soltanto da vizi e cattive abitudini alimentari, dunque correggibili grazie all’impegno e alla buona volontà, determinerebbero, oltre ai noti problemi che ormai tutti conosciamo e che ormai tutti avremmo dovuto imparare a scongiurare, una vera e propria riduzione del volume del cervello.



Le conseguenze? Minori capacità cognitive che si tradurrebbero in degenerazioni marcate dell’ippocampo, responsabile della memoria a lungo termine e in maggiori capacita organizzative e decisionali, trasformandosi, poco a poco, in veri e propri segni di demenza.

Lo studio ha interessato circa 1.300 pazienti di 54 anni d’età, senz’alcun tipo di disturbo neurologico, divisi in diversi gruppi (tra cui uno di controllo, ovviamente) a seconda che all’inizio dell’indagine presentassero problemi di fumo, di obesità o di diabete, tenuti sotto stretta osservazione, anche grazie al supporto delle più moderne tecnologie (quali TAC o PET), per circa 7 anni.

SINTOMI PRESSIONE ALTA

Nei pazienti sofferenti di pressione alta si è scoperto come vi sia, superata un certa età, una superproduzione di sostanza bianca o di lesioni vascolari a danno del sistema nervoso, tra le principali cause di riduzione della velocità d’elaborazione del cervello. Ciò si traduce, come evidenziato da test specialistici, in una minore capacità di pianificazione (anche i correlazione a decisioni semplici)

DIABETE

Il diabete, invece, sarebbe responsabile, insieme al fumo, della riduzione di volume dell’ippocampo che, come spiegavamo poc’anzi, è responsabile del buon funzionamento della memoria.

OBESITÀ

L’obesità, invece, sarebbe gravemente responsabile di un più rapido deterioramento delle funzione cognitive in generale.

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