Tumore colon retto, i sintomi da non trascurare

di Cinzia Iannaccio

La prognosi in caso di tumore spesso dipende da quanto precocemente la neoplasia viene scoperta. Questo vale anche per il tumore del colon retto. Nella grande maggioranza dei casi, tale neoplasia nella fase iniziale o precancerosa non comporta sintomi e per questo ci si ritrova troppo di frequente con diagnosi tardive, quando cioè le cellule malate si sono già diffuse ad altri organi (ed in particolare al fegato) con metastasi. Per questo motivo è particolarmente importante sottoporsi agli screening di routine e non trascurare quei campanelli d’allarme che possono manifestarsi. Quali?

sintomi tumore colon retto


Sintomi iniziali e non

Il cancro colon rettale può causare uno o più dei seguenti sintomi:
• Cambiamento delle abitudini intestinali, come diarrea, costipazione, o restringimento delle feci, che perdura per più di qualche giorno
• Sensazione continua di movimento intestinale che non si risolve con l’evacuazione o che non si riesce ad espletare
• Sanguinamento rettale
• Sangue nelle feci, specie se scuro
• Crampi e /o dolore addominale
• Debolezza e stanchezza
• Perdita di peso non intenzionale
I tumori del colon retto possono dunque sanguinare, più o meno copiosamente. A volte le feci si fanno sostanzialmente più scure per questo motivo, mentre in altri casi rimangono assolutamente normali. La perdita di sangue (anche quella lieve ed impercettibile), sul lungo tempo può portare ad anemia per la perdita eccessiva di globuli rossi. Questo sintomo spesso si riscontra casualmente in analisi del sangue di routine o dovute a una astenia non altrimenti giustificabile.
Anche i polipi benigni possono sanguinare, più raramente. Sono comunque un importante campanello d’allarme: vanno tolti perché alcune tipologie possono evolvere in senso neoplastico.
Come da evidenza, tutti questi sintomi possono essere provocati da numerose altre condizioni diverse da un tumore, come infezioni, emorroidi, sindrome del colon irritabile, malattia infiammatoria intestinale cronica…… Eppure, se si ha uno dei problemi sopra elencati è sempre il caso di rivolgersi ad uno specialista per una diagnosi precisa e l’eventuale terapia.
Il tumore colonrettale si manifesta nel 50% dei casi nel sigma (parte finale del colon) e nel retto, per ¼ nel colon ascendente e più raramente nel trasverso e nel colon discendente. I sintomi quindi varieranno anche in base alla posizione della massa e alla sua estensione oltre che diffusione ad altri organi.

 

Diagnosi precoce

Date le caratteristiche dei sintomi dunque diventa particolarmente importante sottoporsi agli screening con regolarità. Questi possono trovare il tumore in fase precoce e localizzata, quindi più facilmente curabile ed addirittura può servire a fare una concreta prevenzione. Questo perché alcuni polipi o escrescenze benigne che possono essere individuati attraverso le indagini diagnostiche possono essere asportati evitando il rischio di trasformarsi in una forma cancerosa. Non capita a tutti i polipi intestinali, solo ad alcuni più rari, ma prima della loro asportazione è difficile riconoscerne la natura con certezza.
I test utilizzati per la diagnosi del cancro del colon-retto sono a seconda dei casi:
• Analisi delle feci con ricerca del sangue occulto
• Colonscopia
• Colonscopia virtuale (una sorta di tac del colon retto)
• Sigmoidoscopia e colon inferiore per verificare la presenza di polipi e cancro.
• Colonscopia: A più lungo tubo flessibile viene utilizzato per guardare tutto il colon e del retto.
• Clisma opaco con contrasto
In genere il primo step degli screening è la ricerca di sangue occulto nelle feci che si abbina (in pazienti a rischio) alla colonscopia. Questa è in genere il secondo passo anche in caso di tracce ematiche a livello fecale.
La sigmoidoscopia, la colonscopia, virtuale e non, ed il clisma opaco sono tutti in grado di identificare sia il tumore che i polipi.

 

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Foto: Thinkstock

Fonte: Cancer.org

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