L’olio di pesce non sempre è efficace fattore di prevenzione

di Luca Bruno

Secondo i ricercatori olandesi, chi ha già subito attacchi di cuore e problemi cardiovascolari non ottiene alcun beneficio dall'olio di pesce.

salmone

L’olio di pesce è stata a lungo pubblicizzato come uno dei rimedi naturali più utili per prevenire problemi cardiaci, ma una recente ricerca olandese ha in effetti verificato che per alcune persone questo fattore di prevenzione non è così utile come si pensava.
Lo studio ha infatti dimostrato sperimentalmente che coloro che hanno già subito un attacco di cuore, un ictus, un caso di insufficienza cardiaca o altri problemi cardiovascolari non riceve alcun aiuto dall’assunzione di 400 mg al giorno di acidi grassi provenienti dal pesce.

Molti studi in passato hanno evidenziato gli effetti benefici dell’olio di pesce, al punto che in passato questo veniva somministrato anche in maniera massiccia, dichiarano i ricercatori che hanno compiuto la ricerca.

Per questa ragione l’equipe di ricercatori ha voluto testare gli effetti di 400 mg di olio di pesce su un campione di volontari di età compresa tra 60 ed 80 anni.

La sperimentazione ha così verificato che nelle persone in trattamento con farmaci anti piastrine, per l’abbassamento della pressione sanguigna o in cura con medicinali ipolipemizzanti l’apporto degli acidi grassi del pesce non sortiva alcun effetto benefico.

D’altro canto i ricercatori hanno osservato un significativo calo di problemi cardiovascolari nelle persone affette da diabete, il che sembra sostenere l’ipotesi che per questa tipologia di pazienti invece l’effetto benefico dell’olio di pesce è comunque sensibilmente registrabile.

Quale che siano i risultati della ricerca, tuttavia, per i ricercatori è opportuno continuare a mangiare pesce, perchè ciò costituisce in ogni caso un fattore di prevenzione riconosciuto.

E, più che le capsule di gelatina di olio di pesce, sarebbe ancora meglio consumare del pesce vero.

Questo fornisce in effetti una fonte preziosa di vitamina D, ribadiscono gli autori della ricerca, che da recenti ricerche sembra essere di grande aiuto proprio come fattore di prevenzione contro le malattie cardiovascolari.

I risultati, pubblicati sulla rivista New England Journal of Medicine, hanno anche evidenziato che nelle donne il consumo di acido alfa-linoleico, presente nella soia, nell’olio di semi di lino per esempio, serve come importante fattore di protezione contro i problemi di cuore.

Fonte Los AngelesTimes

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