Intervento chirurgico per l’obesità sugli adolescenti

di Luca Bruno

Nuova tendenza nella lotta all'obesità negli adolescenti, che comprende l'intervento di chirurgia bariatrica.

chirurgia

Sulle pagine della salute del New York Times compare un interessante articolo riguardante una nuova tendenza nella lotta all’obesità negli adolescenti, che comprende l’intervento di chirurgia bariatrica. Si tratta di un trattamento che va ad agire sull’obesità in modo chirurgico, andando a ridurre la dimensione dello stomaco influenzando così il paziente ad assumere meno cibo.
Sembra che negli Stati Uniti siano sempre di più le cliniche specializzate e gli adolescenti che ricorrono a questo tipo di intervento.
Un intervento che attualmente viene eseguito con applicazioni che, oltre a “strozzare” la cavità gastrica, operano anche bypassando una parte dell’intestino, in questo modo riducendo la quantità di sostanze che viene assorbita dall’organismo.

Se un tempo tale tecnica veniva applicata soprattutto in pazienti di mezza età o anziani da qualche anno è in costante aumeto anche sui più giovani, con numeri che raddoppiano o addirittura triplicano di anno in anno.

Una pratica che comincia però a sollevare un vivace dibattito sull’opportunità ed i rischi legati ad un operazione che cambia in maniera definitiva il modo di assumere cibo, e le cui conseguenze non sono così conosciute, soprattutto su questo specifico target di popolazione.

Tutti gli studi recenti hanno evidenziato, continua il New York Times, i pro ed i contro, le incognite ed i vantaggi. Tra i pro sicuramente il fatto che l’indice di massa corporea, a sei mesi dall’intervento, si riduce notevolmente. Ma, dopo la fase iniziale esso si stabilizza, e, come succede per gli adulti, rimane stabile, non ottenendo successive riduzioni.

Un ulteriore dubbio è la mancanza di certezze sul lungo periodo, non si può sapere cosa un’operazione di questo genere è in grado di provocare dopo diversi anni, ivi compresi anche i difetti dell’apparecchiatura utilizzata. Certo è che la riduzione di peso è di grande aiuto nel ripristinare il funzionamento armonioso dell’organismo, e ridurre i rischi più comuni legati alla condizione di sovrappeso come malattie cardiache e diabete, come altri studi hanno notato.

Facendo una ricerca comparata, alcuni ricercatori hanno evidenziato che 23 su 25 pazienta avevano perso i chili di troppo in un gruppo sottoposto al bendaggio gastrico, mentre solo 3 su 25 nel gruppo di controllo, non trattati chirurgicamente, hanno riscontrato una perdita altrettanto significativa di peso in eccesso.

Un altro aspetto da prendere in considerazione, e che investe sia il piano medico che quello sociale è il fatto che, una volta diffusasi la pratica, il bendaggio gastrico e le altre tecniche chirurgiche (bypass gastrico, gastroplastica verticale etc.) potrebbero essere applicate anche su pazienti che in realtà non ne necessitano.

Adolescenti e giovani che potrebbero per esempio essere trattati attraverso un percorso educativo e di aiuto psicologico.

Il fatto è che comunque si tratta di un intervento chirurgico, invasivo anche con le attuali tecniche di laparoscopia, che cambierà per sempre la propria vita, applicato su un pubblico emotivamente e fisicamente ancora immaturo. Le conseguenze, magari a distanza di diversi anni, potrebbero anche riservare sorprese non così gradite.

Fonte New York Times

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