Priapismo, tutte le cause e la cura

di Cinzia Iannaccio

Con il termine priapismo si indica una prolungata erezione del pene involontaria. Di solito cioè non è legata a stimolazione sessuale, può durare molte ore ed è dolorosa: numerosi i medici che la considerano anche un’emergenza perché può portare a numerose complicanze serie come l’impotenza, disfunzioni sessuali di vario genere o lesione/infezione del pene. Scopriamone insieme le cause, i sintomi correlati e cosa fare.

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Quali sono le cause del priapismo?

Il priapismo si verifica in diverse condizioni che interferiscono con il flusso di sangue al o dal pene. Queste le cause più comuni:

  • Trauma (del pene, del bacino o del perineo)
  • Lesioni del midollo spinale
  • Utilizzo/abuso di alcuni farmaci (antidepressivi, antipsicotici, anticoagulanti come il Warfarin o l’eparina)

I sintomi correlati al priapismo

Il priapismo è caratterizzato da un’erezione persistente, che però può manifestarsi in modo diverso. Per questo si è soliti dividere questo disturbo in 3 categorie:

  • Priapismo ischemico è la tipologia più comune in cui il sangue non riesce a defluire dal pene: è doloroso e considerato un’emergenza se dura per più di 4 ore.
  • Priapismo non ischemico in tal caso troppo sangue scorre nel pene. L’erezione tende ad essere indolore e meno rigida dalla forma ischemica.
  • Priapismo intermittente: l’erezione si verifica ripetutamente, ma è di natura transitoria.

Come si fa la diagnosi di priapismo?

La diagnosi di priapismo si basa sulla storia clinica e l’esame fisico dei genitali del paziente a cui possono essere affiancati alcuni esami: analisi del sangue con conta dei globuli bianchi e rossi, ma anche misurazione del gas (ossigeno) nel sangue direttamente prelevato dal pene, per stabilire la tipologia di priapismo.

La cura per il priapismo

La cura dipende dalla causa scatenante: il trattamento del priapismo ischemico include diverse modalità e dipenderà da quanto tempo il disturbo è presente oltre che dai risultati delle analisi del sangue. Più in generale possiamo dire che esiste una possibilità di chirurgia (reindirizzamento del flusso di sangue) che va considerata come ultima possibilità, ma anche aspirazione (del sangue in eccesso) o l’utilizzo di farmaci (atti a restringere i vasi sanguigni che portano al pene) da iniettare direttamente in loco. La chirurgia è l’ultima risorsa.

Nelle forme più lievi può bastare l’applicazione di ghiaccio nella zona intorno ai genitali. Il priapismo non ischemico e l’intermittente solitamente si risolvono da soli senza un intervento perché non sono considerati delle emergenze (questa si ha quando l’erezione è dolorosa e dura da più di 4 ore). Sia questi trattamenti che lo stesso priapismo possono provocare deficit erettili.

Laddove possibile, vanno evitate le cause che potrebbero portare a tale disturbo, come l’utilizzo di alcuni medicinali, ma attenzione, se si assume un farmaco che ha come effetto collaterale l’erezione prolungata, prima di sospendere tale terapia, ne va illustrato il problema al proprio medico curante e con lui deciso il da farsi.

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Foto: Thinkstock

Fonte: medicinet.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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