Alti livelli di un ormone legati alle morti per tumore

di Luca Bruno

Elevati livelli di un ormone chiamato fattore di crescita insulina-simile (IGF-1), sono stati recentemente associati, da uno studio condotto da ricercatori dell'Università della California ad un aumento del rischio di decessi per tumore.

microscopio

Elevati livelli di un ormone chiamato fattore di crescita insulina-simile (IGF-1), sono stati recentemente associati, da uno studio condotto da ricercatori dell’Università della California ad un aumento del rischio di decessi per tumore.
I risultati, pubblicati nel numero di marzo della rivista Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, suggeriscono che l’IGF-1 potrebbe rivelarsi un utile marcatore per predire il rischio di tumori.
Questo componente, che ha una struttura simile a quella dell’insulina, è regolato da un ormone, denominato ormone della crescita, e viene prodotto nel fegato. Con l’aumento dell’età esso si presenta in quantità sempre più ridotta, tanto da far pensare che la sua riduzione sia legata all’invecchiamento del corpo.

Per questo motivo in qualche strategia terapeutica esso è utilizzato per contrastare il fenomeno dell’invecchiamento.
Un utilizzo che però potrebbe essere messo in discussione dai risultati dello studio in questione, che ha verificato come potrebbe esserci un legame tra alti livelli di IGF-1 e morti per tumore.

La ricerca ha infatti osservato che, nel campione di pazienti coinvolti dal 1988 al 1991, 633 uomini dai 50 anni in su, e seguiti nel follow-up per un periodo di 18 anni, coloro che presentavano alti livelli del fattore di crescita, superiore ai 100 nanogrammi per millilitro, risultavano avere quasi il doppio di probabilità di morire per tumori.

Sono dati ancora da valutare con attenzione avvertono tuttavia i ricercatori, e che hanno bisogno di ulteriori prove e sperimentazioni, sia su un numero più ampio di individui, sia prendendo in considerazione altri fattori come l’età, lo stile di vita e precedenti di malattie tumorali nello stesso nucleo famigliare.

In ogni caso, concludono i ricercatori, se tale osservazione fosse verificata anche su campioni più ampi di popolazione, la presenza del fattore di crescita insulina simile potrebbe essere un valido potenziale come bio marcatore di possibile rischio di tumori.

Fonte HealthFinder

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