Lo sciroppo di mais stimola le cellule di grasso a moltiplicarsi più velocemente

di Luca Bruno

Certi tipi di dolcificanti hanno la proprietà di stimolare le cellule di grasso a riprodursi più velocemente.

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Una nuova ricerca suggerisce che lo sciroppo di mais può stimolare alcune cellule di grasso nei bambini a moltiplicarsi più velocemente, e ciò potrebbe essere uno dei motivi per cui nell’occidente industrializzato stanno aumentando in modo preoccupante i tassi di obesità.
Lo sciroppo di mais è un prodotto ampiamente utilizzato nella confezione di molti cibi come bibite, caramelle ed alimenti prodotti industrialmente.

I ricercatori dell’Università di Bristol hanno sperimentato in provetta gli effetti di diversi tipi di dolcificanti su alcune cellule prelevate su 32 bambini in età pre-puberale e di peso nella norma. Le cellule prelevate erano i pre-adipociti, quelle che si trasformano in cellule di grasso, estratte sia dal tessuto sottocutaneo che dall’intestino.

Queste sono state immerse in tre diverse soluzioni, una contenente glucosio normale, una con livelli elevati di glucosio ed una con alti contenuti di fruttosio.

Secondo quanto osservato dai ricercatori le cellule di grasso che crescevano nello sciroppo di mais, in cui sono presenti alti livelli di fruttosio, si dividevano e si moltiplicavano in maniera più rapida che quelle delle altre soluzioni, anche se ciò avveniva solo per le cellule lipidiche prelevate dall’addome.

Entrambi i gruppi di cellule inoltre, esposte al glucosio, risultavano sviluppare più rapidamente l’insulino-resistenza, uno dei fattori di rischio più comuni per lo sviluppo del diabete.

La ricerca è stata commentata da diversi studiosi, che hanno voluto sottolineare alcuni aspetti importanti perchè i dati fossero meglio interpretabili.

Il dottor James Rippe, consulente della Corn Refiners Association, ha specificato che lo sciroppo di mais non è costituito da fruttosio puro, ma è un prodotto in cui sono presenti sia fruttosio che glucosio.

Per il dottore Neslihan Gungor, professore associato di pediatria presso il Texas A & M Health Science Center College of Medicine, i risultati sono interessanti, ma valgono per ora solo su cellule in provetta, non è detto che tale effetto sia analogo, ribadisce, anche nell’organismo umano in generale.

Keri Gans, portavoce dell’American Dietetic Association, pur riconoscendo che i dati di un solo studio in provetta non sono sufficienti per avanzare conclusioni definitive, ha tuttavia ribadito che gli zuccheri in generale sono responsabili di un apporto calorico fuori norma, una delle cause non solo dello sviluppo dell’obesità ma anche della predisposizione al diabete, uno dei mali del nostro tempo.

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