Deficit di attenzione e iperattività (ADHD), farmaci ed effetti collaterali

di Cinzia Iannaccio

La Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (nota anche come ADHD) è un gruppo di sintomi comportamentali che includono- come si evince anche dal nome -disattenzione, iperattività, irrequietezza e impulsività, a prescindere dall’intelligenza del bambino. L’approccio terapeutico (non esiste una cura risolutiva) è necessariamente multidisciplinare e si avvale di un corretto sostegno educativo comportamentale, psicologico e anche di farmaci. Gli effetti collaterali sono spesso pericolosi e quindi molto si dibatte sulla terapia farmacologica e la sua appropriatezza. Ma quali sono questi medicinali? Scopriamo insieme la lista dei più comuni, come agiscono e soprattutto quali rischi comportano.

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Metilfenidato

Il metilfenidato è il farmaco più comunemente usato per l’ADHD. Appartiene ad un gruppo di farmaci chiamati “stimolanti” che agiscono aumentando l’attività del cervello, in particolare nelle aree che giocano un ruolo nel controllare l’attenzione e il comportamento. Il metilfenidato può essere utilizzato in adolescenti e bambini con ADHD di età superiore ai sei anni. Anche se il metilfenidato non è autorizzato per l’uso negli adulti, può essere preso sotto stretto controllo medico anche in questo caso. Il farmaco può essere assunto sia in compresse a rilascio immediato (piccole dosi prese da due a tre volte al giorno), o in compresse a rilascio prolungato (una volta al giorno al mattino).

Effetti collaterali comuni del metilfenidato sono:

  • Lieve aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca
  • perdita di appetito, che può portare a perdita di peso o scarso aumento di peso
  • disturbi del sonno
  • mal di testa
  • mal di stomaco
  • cambiamenti del tono dell’umore

 

 

 

Dexamfetamine

Anche il Dexamfetamine è un farmaco stimolante che funziona in modo simile al metilfenidato, ovvero in aree del cervello deputate al controllo dell’attenzione e del comportamento. Può essere utilizzato da adolescenti e bambini con ADHD di età superiore ai tre anni. E’ di solito preso sotto forma di pillola una o due volte al giorno, ma esiste una soluzione orale (sciroppo).

Effetti collaterali comuni del dexamfetamine includono:

  • diminuzione dell’appetito
  • cambiamenti d’umore
  • agitazione e aggressività
  • vertigini
  • mal di testa
  • diarrea
  • nausea e vomito

 

 

Lisdexamfetamine

Il Lisdexamfetamine è un farmaco simile al dexamfetamine, e funziona allo stesso modo. Può essere utilizzato da bambini con ADHD di età superiore ai sei anni nel caso in cui il trattamento con metilfenidato non è risultato efficace. Si può continuare a prendere in età adulta, se il medico ritiene che si sta beneficiando di un trattamento. Il Lisdexamfetamine è disponibile in forma di capsule, da assumere una sola volta al giorno.

Effetti collaterali del lisdexamfetamine includono:

  • diminuzione dell’appetito, che può portare a perdita di peso o scarso aumento di peso
  • aggressività
  • sonnolenza
  • vertigini
  • mal di testa
  • diarrea
  • nausea e vomito

 

 

Atomoxetina

Funziona in modo diverso dagli altri farmaci contro l’ADHD. E ‘noto come inibitore dell’assorbimento selettivo di noradrenalina (SNRI), il che significa che aumenta la quantità di una sostanza chimica nel cervello chiamata noradrenalina. Questo prodotto chimico passa i messaggi tra le cellule cerebrali, e aumentandone la quantità può aiutare la concentrazione e contribuire a controllare gli impulsi. L’Atomoxetina può essere utilizzata da adolescenti e bambini di età superiore ai sei anni e per gli adulti in prosecuzione terapeutica dopo l’adolescenza. E’ disponibile in forma di capsule, da assumere una o due volte al dì a seconda della prescrizione.

Effetti collaterali della atomoxetina sono:

  • lieve aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca
  • nausea e vomito
  • mal di stomaco
  • disturbi del sonno
  • vertigini
  • mal di testa
  • irritabilità

L’Atomoxetina è stata collegata anche ad effetti collaterali più gravi che è fondamentale tenere presenti nella valutazione del rischio / beneficio. Tra questi anche  pensieri suicidi e danni al fegato.

 

 

Fonte: NHS. UK

 

Foto: Thinkstock

 

Commenti (1)

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