Bevande dolci e problemi cardiaci

di Vito Verna Commenta

Eppure la cautela parrebbe davvero non essere mai troppa giacché l'eccessivo consumo di bevande dolci non potrebbe davvero essere maggiormente dannoso.

Bevande dolci e problemi cardiaci

Che lo zucchero possa far male quanto e più dell’alcol, del fumo, della sedentarietà, del sale e dei cibi particolarmente ricchi di grassi, come da noi confermatovi in un nostro recentissimo articolo sull’argomento, la scienza medica lo avrebbe intuito, lanciando di conseguenza l’allarme, ormai da diversi anni.

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Eppure la cautela, purtroppo e soprattutto in un caso come questo, parrebbe davvero non essere mai troppa giacché, come confermato dagli esperti ricercatori della Facoltà di Medicina dell’Università di Sidney, in Australia, l’eccessivo consumo di bevande dolci, specie se effettuato in età pediatrica, non potrebbe davvero essere maggiormente dannoso.

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Un approfondito studio clinico condotto su oltre 2000 bambini di età inferiore ai 12 anni, come riportato dai sagaci redattori dell’autorevole rivista scientifica American Journal of Clinical Nutrition, sarebbe inconfutabilmente riuscito a dimostrare come uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo, in età adulta, delle patologie cardiache più severe e debilitanti, quali, per esempio, infarti piuttosto che ischemie, sia lo zucchero che verrebbe introdotto nell’organismo in età pediatrica soprattutto, ma non in maniera esclusiva, grazie al consumo di bibite dolci.

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Nei bambini (tutti grandi ed usuali consumatori di bevande zuccherate) analizzati dai ricercatori, infatti, sarebbe stata riscontrata, già a soli 12 anni, un’eccessiva debolezza dei capillari oculari che, per ragioni ancora non del tutto note, verrebbe ormai universalmente considerata, dalla scienza medica di tutto il mondo, uno dei più chiari ed evidenti segnali di debolezza cardiaca e, più generale, dell’intero sistema cardiocircolatorio.

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