In un gene del maschio la differente longevità dei sessi?

di Luca Bruno Commenta

la presenza di un gene che, sebbene sia presente in entrambi i sessi, si attiva solo nel maschio potrebbe essere uno dei motivi della differente longevità dei due sessi.

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La femmina vive più lungo del maschio, almeno nella media dei casi, e questo vale sia per l’uomo che per molte altre specie di mammiferi. Fino ad oggi non era stato possibile capire il perchè di ciò. La longevità potrebbe in qualche modo dipendere dal genoma di uno o di entrambi i genitori, ed un recente studio di ricercatori della Tokyo University of Agriculture, pubblicato su Human Reproduction, ha tentato di dare una risposta a questa domanda.
L’esperimento, condotto su topi da laboratorio, ha evidenziato la presenza di un gene che, sebbene sia presente in entrambi i sessi, si attiva solo nel maschio e, secondo gli scienziati autori dello studio questo potrebbe essere uno dei motivi della differente longevità dei due sessi.

Il gene in questione avrebbe una funzione nello sviluppo fisico del maschio, che consentirebbe a questo di diventare più grande e più forte della femmina, anche se ciò avverrebbe a scapito della longevità.

L’esperimento si è basato sullo studio di topi geneticamente creati con materiale genetico proveniente da due genitori femmina, manipolando il DNA in modo che gli ovuli si comportassero come spermatozoi maschili. In seguito queste uova modificate sono state impiantate nelle uova di topi femmine adulte che in questo modo, avevano una prole che risultava priva del patrimonio genetico maschile.

Completamente libero dal materiale genetico ereditato dal maschio, questa è risultata vivere in media un terzo più a lungo rispetto ai topi con un patrimonio genetico normale.

I topi generati da due madri erano significativamente più bassi di peso corporeo e più piccoli alla nascita, e sembravano possedere un sistema immunitario migliore nel suo funzionamento.

I ricercatori ritengono che la chiave di questa differenza sia da ricercarsi in un gene che viene specificamente trasmesso tramite lo sperma del maschio, chiamato Rasgrf1. Anche se passa in entrambi i sessi, nella donna la sua funzione viene soppressa.

Nel maschio insomma la natura tenderebbe a far si che le risorse genetiche lavorino per la formazione di un organismo dotato di maggior forza e dimensioni rispetto a quello della donna, che invece tenderebbe ad uno sviluppo conservativo della sua energia necessaria ad una maggior efficienza nella riproduzione.

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