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Prevenire l’ictus grazie all’assunzione di magnesio

 
Vito Verna
17 gennaio 2012
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Il magnesio, come molti forse sapranno, è uno dei sali minerali di più fondamentale importanza per il corretto funzionamento del corpo umano. La sua presenza nell’organismo, infatti, è responsabile di molti dei processi metabolici essenziali alla vita poiché necessario, tra le altre cose, alla formazione dell’urea, alla trasmissione degli impulsi muscolari e nervosi nonché della stabilità elettrica di ogni singola cellula.

Si capisce molto bene, dunque, come la sua assenza possa causare gravi disagi all’individuo che, a causa della carenza di magnesio nella propria alimentazione, potrebbe arrivare in breve tempo a soffrire di nausea, vomito, crampi e spasmi muscolari, insufficienza cardiaca, ipertensione e addirittura ictus.

CURARE L’ICTUS

I ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma, la prestigiosa università responsabile della selezione annuale dei vincitori del Premio Nobel per la medicina, avrebbero infatti dimostrato, grazie alla complessa revisione sistematica dei 14 più importanti, recenti e differenziati studi sull’argomento condotti in Europa negli ultimi decenni, la diretta correlazione tra assenza di magnesio nell’organismo e possibilità di incorrere in un attacco ischemico di varia natura, arrivando ad affermare, senza tema di smentita, come l’assunzione regolare di magnesio risulti essere di decisiva importanza per la prevenzione di ogni forma di ictus cerebrale.

In particolare, secondo quanto affermato dalle colonne dell’American Journal of Clinical Nutrition, la rivista responsabile della pubblicazione della ricerca che vi stiamo oggi presentando, il rischio di ictus ischemico decrescerebbe addirittura del 9% per ogni 100 milligrammi di magnesio assunti quotidianamente grazie all’alimentazione.

I ricercatori svedesi, a tal proposito, sarebbero stati oltremodo chiari e perentori, arrivando a ribadire, in più di un’occasione, come il magnesio assunto tramite integratori alimentari o vitaminici non contribuisca al raggiungimento della dose giornaliera consigliata, il cui valore imprescindibile sarebbe di decisiva rilevanza affinché il minerale in questione possa dimostrare tutti i propri più benefici effetti sull’organismo, fissata in 420 milligrammi al giorno per gli uomini ed in 320 milligrammi al giorno per le donne non in gravidanza (in questo caso, stando alla letteratura medica al riguardo, si potrebbe arrivare sino ad un’assunzione massima di 450 milligrammi al giorno).

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