Bere eccessivamente inibisce per qualche tempo le difese immunitarie

di Luca Bruno

Bere eccessivamente può indebolire la capacità del corpo di combattere le infezioni per almeno 24 ore.

birra

In lingua inglese viene definito “binge drinking”, quell’abitudine, diffusa purtroppo, di bere con l’intenzione di ubriacarsi il prima possibile.
In italiano si potrebbe definire come “bere eccessivamente” oppure abusare dell’alcool che forse rende meglio la deliberata scelta di berne in quantità tali da diventare ubriachi.
Come lo si voglia chiamare è comunque un’abitudine evidentemente poco salutare, ed un recente studio statunitense ha rilevato un altro aspetto di nocività che finora non era stato preso in considerazione legato appunto all’abuso di alcoolici.

Bere eccessivamente può indebolire la capacità del corpo di combattere le infezioni per almeno 24 ore, questo il risultato delle ricerche compiute dall’equipe di ricercatori del College of Veterinary Medicine presso la Mississippi State University, ricerche pubblicate sulla rivista BMC Immunology.

Gli autori dello studio hanno compiuto esperimenti sui topi, ed hanno scoperto che bere molto inibisce una proteina, il toll like receptor TLR4, che ha un ruolo determinante nell’attivazione del sistema immunitario. Il suo compito è quello di inviare segnali che attivano nell’organismo la produzione di citochine, le molecole che iniziano ad agire contro la causa dell’infiammazione.

Non solo, anche un particolare complesso proteico, NF-B, che ha la funzione di controllare la trascrizione del DNA e l’espressione delle citochine, viene a sua volta inibito.

Dunque l’organismo rimane, per un certo lasso di tempo, in condizioni di forte assunzione di alcool, sprotetto contro eventuali infezioni. Il passo successivo compiuto dai ricercatori è stato proprio quello di valutare quanto tempo dura l’inibizione delle proteine, scoprendo che per almeno 24 ore l’organismo è esposto, senza difese alle infezioni.

Non solo, ma l’etanolo ha dimostrato di avere un effetto persistente sulle cellule, anche dopo le 24 ore, e quindi è possibile che, anche quando esso sia stato assorbito, la produzione delle citochine resti comunque deficitaria.

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