L’uragano Katrina provoca ancora oggi problemi emotivi e psicologici

di Luca Bruno

I disastri ambientali come l'uragano Katrina fanno sentire le loro conseguenze anche a distanza di anni, soprattutto per problemi di disagio psicologico e sociale.

katrina

Cinque anni dopo aver devastato le coste della Louisiana, l’uragano Katrina continua la sua silenziosa opera di devastazione, questa volta influendo direttamente sullo stato emotivo e psicologico di migliaia di adolescenti e bambini.
Lo ha osservato una ricerca di recente pubblicata sulla rivista medica Disaster Medicine and Public Health Preparedness che ha evidenziato come ancora oggi siano migliaia i bambini che soffrono di gravi disturbi emotivi in seguito all’accaduto, spesso aggravati dalla situazione precaria delle condizioni di vita, di studio e di abitazione.

I bambini sfollati dopo la tempesta hanno infatti, secondo quanto rilevato dallo studio una probabilità cinque volte più alta di altri bambini di avere disturbi emotivi, e poco meno della metà ha dovuto ricorrere in questi anni all’aiuto di uno psicologo.

I ricercatori del National Center for Disaster Preparedness presso la Columbia University sostengono che un numero significativo di bambini vivono tuttora in condizioni di vita instabili, e sono a rischio di continui spostamenti, che non fanno che aumentare il rischio di traumi psicologici.

A peggiorare la situazione il recente disastro della piattaforma petrolifera della BP, che ha amplificato il dramma di molte famiglie residenti nell’area: più di un terzo dei genitori che vivono entro un miglio della costa del golfo sostengono che i loro figli soffrono di forme lievi o gravi di disagio, fisico e mentale.

L’uragano Katrina, che il 29 agosto 2005 ha inondato l’80% di New Orleans ha causato 1600 morti, ed ha causato danni valutati in 80 miliardi di dollari.

Secondo la relazione sono circa 1 milione e mezzo le persone sfollate a causa della tempesta, molti costretti a lasciare le aree di residenza, e tanti altri costretti per lungo tempo a spostarsi in situazioni abitative temporanee.

Quasi il 60% dei bambini costretti a vivere collettivamente in alloggiamenti di fortuna come hotel o centri di accoglienza manifestano problemi emotivi e comportamentali, in numeri stimati oltre le 20.000 unità.

Tra le altre conseguenze dell’uragano il fatto che a 4 anni e mezzo dal dramma la metà delle famiglie vivono ancora in alloggiamenti precari, senza nessuna garanzia di un ritorno alla normalità, un terzo dei bambini delle scuole medie o superiori hanno perso almeno un anno di scuola in media, compromettendo quindi la carriera scolastica. Un tasso di disagio scolastico superiore del 19% rispetto ai coetanei di altre territori contigui.

La relazione apparsa in questi giorni fornirà le basi affinchè una commissione nazionale bipartisan possa stilare le linee guida e le raccomandazioni a livello legislativo per evitare in futuro che la popolazione rimanga, come in questo caso, priva di sostegno non solo materiale ma anche psicologico, soprattutto in quella fascia di popolazione, bambini ed adolescenti, che più possono patire a lungo termine i danni di un disastro ambientale di tali proporzioni.

Fonte USAToday

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