Parkinson, tutti i farmaci e gli effetti collaterali

di Cinzia Iannaccio

Attualmente non esiste una cura che possa guarire dalla malattia di Parkinson o che possa fermarla o invertire i danni neurologici che questa ha praticato: è una patologia cronica e progressiva. Tuttavia farmaci e terapie possono aiutare a gestire i problemi di movimento, i tremori, la difficoltà nel camminare: aumentano o sostituiscono la dopamina in circolo. Si tratta di una sostanza chimica prodotta naturalmente da alcuni neuroni, fondamentale per inviare i messaggi del movimento (con il Parkinson muoiono i neuroni che la producono): da qui la sintomatologia.

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Con tali medicinali si può avere un significativo miglioramento dei sintomi dopo l’inizio del trattamento che col tempo, però si allevia. In alcuni pazienti la terapia continua a permettere un controllo adeguato, in altri invece no. Il neurologo (medico specializzato in cura del Parkinson) può prescrivere i seguenti farmaci:

 

Carbidopa-levodopa (capsule o compresse)

La Levodopa è il più efficace farmaco contro il Parkinson, è una sostanza chimica che passa nel cervello e viene convertita in dopamina. Gli effetti collaterali possono includere nausea o capogiri (ipotensione ortostatica), sonnolenza. Dopo anni, con il progredire della malattia il beneficio dalla levodopa può diventare meno stabile, con una tendenza a calare, fino a svanire. Inoltre, è possibile che si verifichino movimenti involontari (discinesia) dopo l’assunzione di dosi più elevate.

Carbidopa-levodopa per infusione

La Food and Drug Administration ha approvato un farmaco chiamato Duopa nel 2015. E’ costituito da carbidopa e levodopa che però vengono somministrate sotto forma di gel attraverso un tubicino per alimentazione direttamente nel piccolo intestino. E’ indicato per i pazienti in fase avanzata che ancora rispondono al trattamento, ma con fluttuazioni d’efficacia: l’infusione permette che i livelli dei due farmaci nel sangue rimanga sempre costante. In posizionamento del tubo richiede un piccolo intervento chirurgico. Rischi connessi: caduta del tubo o infezioni al sito di infusione.

Dopamina- agonisti

A differenza di levodopa, gli agonisti della dopamina, ne imitano gli effetti sul cervello. Non sono efficaci come la levodopa nel trattamento dei sintomi, ma durano più a lungo e possono essere usati in associazione a questa per sopperire agli stati off. Gli agonisti della dopamina comprendono pramipexolo (Mirapex), ropinirolo (Requip) e rotigotina (una patch, Neupro). L’apomorfina (Apokyn), infine viene utilizzato per un rapido sollievo, attraverso un’iniezione ed ha una breve durata. Alcuni degli effetti collaterali degli agonisti della dopamina sono simili agli effetti collaterali di Carbidopa-levodopa, ma comprendono anche allucinazioni, sonnolenza e comportamenti compulsivi, come ipersessualità, gioco d’azzardo e mangiare eccesivo.

Inibitori MAO-B

Questi farmaci comprendono selegilina (Eldepryl, Xilopar) e rasagilina (Azilect). Aiutano a prevenire la degradazione della dopamina cerebrale inibendo l’enzima del cervello monoamino-ossidasi B (MAO-B). Questo enzima metabolizza dopamina cerebrale. Gli effetti collaterali possono includere nausea o insonnia.
Quando sono aggiunti a carbidopa-levodopa, questi medicinali aumentano il rischio di allucinazioni: non sono utilizzati di frequente –specie in associazione ad antidepressivi, per le rare ma potenziali gravi reazioni che potrebbero avere.

Catecol-O-metiltransferasi (COMT) inibitori

L’Entacapone (Comtan) è il farmaco primario da questa classe: prolunga leggermente l’effetto della terapia con levodopa bloccando un enzima che scompone la dopamina. Gli effetti collaterali, tra cui quelli della levodopa e un aumento del rischio di movimenti involontari (discinesia), derivano principalmente da un potenziamento della levodopa stessa. Tolcapone (Tasmar) è un altro inibitore delle COMT che raramente è prescritto a causa di un rischio di gravi danni al fegato e insufficienza epatica.

Anticolinergici

Questi farmaci sono stati utilizzati per molti anni per aiutare a controllare il tremore associato alla malattia di Parkinson. Diversi farmaci anticolinergici sono disponibili tuttora come la benztropina (Cogentin) o il Trihexyphenidyl. Tuttavia, i loro benefici modesti sono spesso compensati da effetti collaterali, come problemi di memoria, confusione, allucinazioni, costipazione, secchezza delle fauci e la minzione alterata.

Amantadine

I medici possono prescrivere amantadina da sola per fornire sollievo a breve termine dei sintomi allo stadio iniziale e lieve della malattia di Parkinson. Può anche essere somministrato con una terapia carbidopa-levodopa durante le fasi successive per controllare i movimenti involontari (discinesia) indotti da carbidopa-levodopa. Gli effetti collaterali possono includere chiazze viola della pelle, gonfiore alle caviglie o allucinazioni.

 

 

Altri farmaci

Poiché il morbo di Parkinson è spesso associato anche ad insonnia, depressione, stitichezza, ansia, -anche in relazione alle sopraelencate terapie, possono essere utilizzati medicinali per controllare questi ulteriori disturbi. Assolutamente vietato il fai da te perché l’interazione tra molti di questi può avere effetti collaterali negativi.

 

 

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Fonte: MayoClinic

Foto: Thinkstock

 

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