Fertilità: più sesso migliora la qualità degli spermaozoi

di Luca Bruno

L'aumento dell'attività sessuale potrebbe essere la soluzione a molti problemi di infertilità.

sperma

Le coppie che hanno problemi di fertilità ricevono consigli variabili dai loro medici riguardo alle modalità con cui affrontare il problema. Su questo campo la comunità scientifica è decisamente divisa sui pareri. Per molti medici per esempio il metodo migliore per aumentare la fertilità è quello di astenersi per alcuni giorni dal sesso.

Ora uno studio realizzato da un medico australiano che lavora presso il Sidney IVF, un centro specializzato nell’infertilità e nella fecondazione in vitro, ha scoperto che l’aumento dell’attività sessuale potrebbe essere la soluzione a molti problemi di infertilità.

Il Dottor David Greening ha studiato 118 uomini con sperma il cui DNA era danneggiato in maniera superiore alla media. Ai partecipanti è stato chiesto di eiaculare ogni giorno per sette giorni, ed i risultati sono stati che i danni al DNA degli spermatozoi sono scesi dal 34 al 26%.

E’ vero che nei 118 partecipanti è risultato, come prevista, una diminuzione della produzione di sperma, ma l’aumento di qualità di questo fa si che tale approccio ai problemi di fertilità possa essere una procedura interessante nel contesto della riproduzione assistita.

Ciò potrebbe inoltre suffragare quanto ritengono altri esperti, i quali sostengono che se lo sperma rimane a lungo immagazzinato esso possa correre un maggiore rischio di avere danni al DNA.
La ricerca australiana tuttavia non ha ancora approfondito se l’eiaculazione giornaliera sebbene migliori la qualità dello sperma possa essere anche associata ad un aumento del numero di gravidanze.

Qualche scienziato resta scettico su questi risultati, Bill Ledger per esempio, professore di Ostetricia e Ginecologia presso l’Università di Sheffield, sostiene che invitare la coppia a praticare sesso più frequentemente potrebbe metterla ulteriormente sotto pressione, se questa è già sotto stress per il desiderio di gravidanza ciò potrebbe fare più male che bene.

Il Dottor Alan Pacey, un esperto di fertilità, anche lui in servizio presso l’Università di Sheffield ha invece osservato che tale procedura potrebbe non essere efficace per tutti gli uomini, in particolar modo per coloro che producono una bassa percentuale di spermatozoi, per i quali tale pratica quotidiana potrebbe ulteriormente diminuirne la produzione con il rischio di impedire il concepimento.

Uno degli effetti dell’invecchiamento naturale, a partire dai 25 anni nella maggior parte dei maschi, è la riduzione del numero di spermatozoi prodotti, ed anche le donne, a partire da una certa età risultano meno fertili.

Il problema della fertilità in ogni caso non è assolutamente risolto né dal numero degli spermatozoi né dalla loro qualità, queste componenti sono solo una parte di un fenomeno molto più complesso.

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